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Il Presidente Fico ricorda il 37° anniversario della strage di via Pipitone a Palermo

CAMERA DEI DEPUTATI

(foto fonte Camera)

ROMA – Il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, ha inviato un messaggio al Presidente della Fondazione Rocco Chinnici, avvocato Giovanni Chinnici, in occasione del trentasettesimo anniversario della strage fi mafia di via Pipitone a Palermo, in cui trovarono la morte il magistrato Rocco Chinnici, il maresciallo dei Carabinieri Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta – componenti della scorta – e il portiere dello stabile in cui viveva il magistrato, Stefano Li Sacchi.

Ai loro familiari – ha detto Fico – vanno i più sinceri sentimenti di vicinanza e solidarietà. Il ricordo di quel drammatico evento porta con sé, oltre a una profonda amarezza per quello che accadde, anche il dovere di onorare la memoria di queste vittime della mafia, il dovere di non dimenticare. L’assassinio di Rocco Chinnici, capo dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, rappresentò un ulteriore colpo che la criminalità organizzata infliggeva allo Stato, l’ennesimo atto di una inarrestabile e sciagurata sequela di attentati ed omicidi.

Secondo la spietata logica mafiosa, la colpa del giudice Chinnici era stata quella di essersi impegnato con tenacia e successo nello squarciare la cortina di corruzione e complicità politica che proteggeva la criminalità organizzata; di averne messo in crisi molti canali e strategie di approvvigionamento ed arricchimento economico; soprattutto, di aver messo a punto metodi di indagine innovativi, creando un “pool antimafia” di eccellenza, di cui sarebbero entrati a far parte magistrati brillanti e motivati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

A tanti anni di distanza, del giudice Chinnici resta immutata la forza della sua testimonianza di rigore professionale e di attaccamento alle istituzioni democratiche. Soprattutto, resta il valore delle sue intuizioni e della sua tenacia nel voler bonificare il Paese dalla contaminazione mafiosa. Un impegno che ha contribuito a definire il percorso che sarebbe poi stato compiuto nella lotta alla mafia e che, ancora oggi, resta valido nelle sue aspirazioni essenziali, non ultima quella di coltivare nei giovani una sempre più forte sensibilità ai principi di legalità e di giustizia”. (Inform)

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