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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il presidente delle Marche Gian Mario Spacca in Consiglio regionale

GIORNO DELLA MEMORIA

“Siamo tutti chiamati ad un supplemento di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni, per trasmettere loro valori fondanti del vivere civile”

ANCONA – “L’ignoranza genera mostri. La rimozione produce violenza. La negazione spinge alla ripetizione del male. E’ così che possiamo rispondere a chi si domanda se abbia ancora senso celebrare il Giorno della Memoria. Ignorare, rimuovere, negare: è per scongiurare queste tre minacce, che sì, ancora oggi ha un senso straordinario dedicare una giornata di riflessione all’Olocausto”. Lo dice il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria in Consiglio regionale.

“E’ la cronaca, anche delle ultime ore, a metterci di fronte all’obbligo morale di continuare, tutti, a mantenere viva la memoria su una delle pagine più tragiche che hanno segnato la storia dell’umanità – sottolinea Spacca – Le ignobili e vigliacche minacce rivolte alla comunità ebraica di Roma sono lì a ricordarci che, a quasi 70 anni dal disvelamento dell’orrore dei campi di sterminio nazisti, il cammino verso un mondo di pace e tolleranza è ancora lunghissimo e disseminato di ostacoli. Tutti, a partire dai rappresentanti delle Istituzioni, siamo quindi chiamati ad un supplemento di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni, per trasmettere loro valori fondanti del vivere civile: il rispetto dell’altro, l’accettazione e la comprensione delle differenze, la condivisione delle sofferenze altrui. Un compito altissimo e tremendamente difficile”.

Secondo Spacca ci sarà speranza se ci saranno ancora domande. “Ai ragazzi – conclude – dobbiamo dire: domandate, chiedete, lasciatevi trasportare dalla curiosità di sapere, di conoscere. Fatevi raccontare, leggete le storie individuali e collettive, cercate su internet le testimonianze. Ricostruite la geografia del dolore che anche nelle Marche ha avuto le sue tragiche tappe, come il Campo di prigionia di Servigliano. Chiedete ai vostri nonni, agli anziani, del dolore, ma chiedete anche della speranza e del coraggio. Nella tragicità dei numeri che spesso accompagna le celebrazioni del Giorno della memoria con la dolorosa conta delle vittime, ce n’è uno che voglio ricordare oggi: 24.811. E’ un numero di speranza. Sono i Giusti tra le Nazioni ricordati nel memoriale Yad Vashem: donne e uomini che, salvando anche una sola vita a rischio della propria, hanno mantenuto aperta la porta alla fiducia in un’umanità giusta. (Claudio Pasquini /Inform)

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