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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente della Repubblica Mattarella incontra alcuni studenti delle scuole secondarie di primo grado

QUIRINALE

 

“Il mio compito avviene spesso con due attività: esortazione e suggerimenti, cioè attraverso la persuasione. Quindi è un lavoro che in larga parte non si vede perché non si fa con i proclami, ma questa è la più importante attività del Capo dello Stato”

 

ROMA – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato al Quirinale gli studenti delle scuole secondarie di primo grado: San Martino di Lupari (PD); Istituto Comprensivo Statale Don Lorenzo Milani di Vimercate (MB); Istituto Comprensivo “G. D’Annunzio” di Lanciano (CH); Istituto Comprensivo “V. Gemito” di Anacapri (NA); “G. Carducci” di Bagheria (PA); “C. Scianna” di Bagheria (PA); Istituto Comprensivo Giovanni Paolo II di Capo d’Orlando (ME); Istituto Comprensivo Statale “De Amicis” di Bolani (RC) e “L. Murialdo” di Foggia. Dopo l’introduzione del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, il Presidente Mattarella ha risposto alle domande degli studenti.

Domanda: Com’è la vita del Presidente della Repubblica? In cosa consiste il suo lavoro? Ha qualche momento libero? Che cosa le piace di più del suo lavoro?

Presidente: La vita è piuttosto intensa.. Vi sono alcune cose più visibili della mia attività che sono quelle ‘di rappresentanza’. Vengono spesso Capi di Stato stranieri in Italia e li ricevo qui al Quirinale; abbiamo dei colloqui in cui parliamo dei rapporti tra i nostri Paesi. Vi sono delle visite nei Paesi stranieri per affermare l’amicizia e la collaborazione del nostro Paese. Vi sono tante cerimonie che non sono formali e inutili, ma sono l’emblema della nostra vita comune. Quando vado all’altare della Patria a Roma per rendere omaggio al Milite Ignoto è un gesto che riguarda l’intera comunità nazionale. O quando ricevo qui al Quirinale gli ambasciatori stranieri che arrivano nel nostro Paese e si presentano è un’occasione formale: in quel momento rappresento tutto il nostro Paese che accoglie il rappresentante di un altro Stato. Vi sono molti momenti così, di rappresentanza. Poi vi è un lavoro diverso. Non dipende da me, dai miei compiti, la gran parte delle decisioni che riguardano la nostra vita, le regole della nostra società, che sono le leggi. Le leggi sono decise dal Parlamento e dal Governo. Io contribuisco in maniera molto limitata, verificando che non siano contrastanti con la Costituzione. Ma, ripeto, non dipendono da me, ma dai ministri, dai parlamentari. Però il mio lavoro è quello di seguire tutto il processo perché il ‘sistema Italia’ si svolga in maniera sempre migliore, in maniera funzionale, efficiente, perché la vita del nostro Paese scorra in maniera ordinata e sempre migliore. C’è un’affermazione frequente: il Presidente della Repubblica sarebbe come un arbitro. Voi avete presente le partite di calcio: quando il gioco si svolge regolarmente, senza falli e senza irregolarità, l’arbitro neppure si nota, quasi non ci si accorge che sia in campo, interviene soltanto per regolare quando le cose non vanno. Questo è un po’ il mio compito, questo avviene spesso con due attività: esortazione e suggerimenti, cioè attraverso la persuasione. Quindi è un lavoro che in larga parte non si vede perché non si fa con i proclami. La persuasione è più efficace se non viene proclamata in pubblico. Questa attività di esortazione e di suggerimenti non si vede ma è la più importante attività del Capo dello Stato.

Domanda: Lei ha un sogno che non è ancora riuscito a realizzare?

Presidente: sì, ce ne sono sempre tanti di sogni non realizzati. Il mio sogno in questo momento – ma è sempre stato così – è che il nostro Paese cresca sempre di più e sia capace di vivere sentendosi in una vera comunità, sentendo tutti quanti che la nostra sorte è legata gli uni agli altri. Viviamo un’avventura comune nel nostro Paese, abbiamo bisogno gli uni degli altri. Se il nostro Paese acquista sempre di più il senso di essere comunità, in cui ci si fa carico gli uni dei problemi degli altri e ci si aiuta a vicenda, diventa sempre di più un Paese felice, molto più prospero e molto più rispettato.

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