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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente della Repubblica a Bologna nel quarantesimo anniversario della strage

COMMEMORAZIONI

Mattarella: “partecipare al dolore, ripetere il dovere della memoria e ripetere e ribadire l’impegno per la verità”

BOLOGNA – Quaranta morti e duecento feriti: questo il tragico compendio, a quaranta anni di distanza, della strage di Bologna del 2 agosto 1980. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha assistito alla messa in suffragio delle vittime, officiata dal cardinale Zuppi nella cattedrale di San Pietro. Ha quindi deposto una corona di fiori sulla lapide che, nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria, ricorda le vittime e ha incontrato Paolo Bolognesi, Presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime stesse e una rappresentanza di parenti.

Dopo il gesto di omaggio alla lapide che ricorda le vittime della barbarie degli stragisti, vi sono poche parole da poter pronunziare, e sono: dolore, ricordo, verità – ha detto Mattarella -. Il dolore per le vittime, per tante donne, uomini e bambini assassinati dalla violenza del terrore stragista. Ognuna di queste persone aveva una storia, una prospettiva di vita, un futuro che è stato rimosso, sottratto loro e cancellato.

Questo dolore – ha detto ancora il capo dello Stato – non è estinguibile; è una ferita che non può rimarginarsi e che per questo motivo chiede ricordo. Il ricordo delle vittime, anzitutto, di quel che è avvenuto, per essere vigili, per evitare che si ripetano, che si ripeta qualunque avvisaglia di strategie del terrore come quella che allora fu messa in campo. Nel ricordo rientra anche rammentare la reazione di Bologna e dei bolognesi. Una reazione immediata di soccorso per i feriti; una reazione civile, determinata, composta, con molta forza, a difesa della vita, della libertà, della democrazia contro lo stragismo e la strategia del terrore. Una reazione che è stata accompagnata da tutta Italia; una reazione che ha rafforzato la nostra democrazia e ha sconfitto lo stragismo e le sue strategie criminali.

Mattarella ha così concluso: È questo il significato della corona di fiori davanti alla lapide e del nostro breve incontro in questo luogo che raccoglie la memoria di quanto avvenuto: partecipare al dolore, ripetere il dovere della memoria e ripetere e ribadire l’impegno per la verità. (Inform)

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