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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il presidente della Lombardia Maroni: “I nostri lavoratori hanno una dignità che va rispettata”

FRONTALIERI IN SVIZZERA

 

MILANO – “In casa propria ciascuno è libero di decidere come meglio crede, ma i nostri lavoratori hanno una dignità, che va rispettata. Noi li sosteniamo, come sosteniamo le nostre imprese, creando le condizioni affinché scelgano di restare in Lombardia invece di delocalizzare altrove. Vogliamo un rapporto di leale collaborazione fra Istituzioni, altrimenti ognuno seguirà la propria strada e prenderà le proprie decisioni. Noi siamo determinati a far valere le nostre ragioni, sia con gli amici ticinesi sia con il Governo di Roma”. Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni in un passaggio del suo intervento all’assemblea dell’Alleanza delle cooperative italiane – Lombardia, facendo riferimento alla questione dei frontalieri in relazione al referendum federale del 9 febbraio, con cui l’elettorato svizzero sarà chiamato a votare sull’iniziativa – ‘Contro l’immigrazione di massa’  promossa dall’Udc – che vuole rinegoziare i trattati con l’Unione europea per la libera circolazione delle persone

Sottolineati gli “ottimi rapporti di buon vicinato con il Cantone Ticino”  , il presidente della Regione non ha mancato però di ricordare  agli svizzeri che i lavoratori lombardi che operano oltre confine sono “persone che svolgono la loro professione, rendendo un servizio alla società ticinese. Senza questi lavoratori, di là – ha aggiunto Maroni – non so cosa potrebbe accadere”,.

In relazione al Governo nazionale, secondo Maroni “Palazzo Chigi, non può pensare di mettere mano agli accordi di carattere finanziario sui ristorni della Svizzera verso i Comuni lombardi senza coinvolgere la Regione Lombardia. Oggi e domani – ha spiegato – sarò a Roma, incontrerò diversi esponenti dell’Esecutivo, fra i quali il ministro Saccomanni, al quale dirò esattamente questo”. Per Maroni il ministro dell’Economia “fa bene ad andare a Berna a trattare” ma “siccome questo accordo ha un impatto diretto sulla nostra regione, sui Comuni frontalieri e sui cittadini lombardi che lavorano in Svizzera, prima di prendere le decisioni deve coinvolgere anche la Regione Lombardia”. (Inform)

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