direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni illustra in Aula il programma del nuovo Governo

CAMERA DEI DEPUTATI

“Questo è un Governo di responsabilità, garante della stabilità delle nostre istituzioni. È un Esecutivo che intende concentrare tutte le proprie energie sulle sfide dell’Italia e sui problemi degli italiani”

 

ROMA  – Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è intervenuto alla  Camera dei Deputati per esporre le dichiarazioni programmatiche del nuovo Governo ed ottenere il voto di fiducia. 

“Il governo che si presenta a chiedere la fiducia – ha esordito Gentiloni – è un governo di responsabilità, garante della stabilità delle nostre istituzioni. È un esecutivo che intende concentrare tutte le proprie energie sulle sfide dell’Italia e sui problemi degli italiani. I compiti di un governo sono chiaramente definiti dalla Costituzione e il suo profilo politico è iscritto nel quadro della maggioranza che ha sostenuto il governo precedente e che non è venuta meno. Per qualcuno si tratta di un limite: io lo rivendico. Rivendico il grande lavoro fatto negli anni che abbiamo alle spalle, i risultati ottenuti, che hanno messo in moto le energie dell’Italia e che ci vengono riconosciuti a livello internazionale. Sono risultati di cui siamo orgogliosi e che fanno onore alla maggioranza che li ha sostenuti in questi tre anni di Governo. Non mi nascondo naturalmente – ha proseguito Gentiloni – che, pur nel quadro della medesima maggioranza, il Governo nasce in un contesto nuovo, creato dalla bocciatura nel referendum della riforma costituzionale e dalla conseguente scelta di dimissioni del presidente Matteo Renzi. Questa scelta, che ha originato la crisi, non era obbligata, ma era stata ampiamente annunciata da Renzi nei mesi scorsi. Averla compiuta è stato un atto di coerenza che non solo noi del Governo e della maggioranza, ma, a mio avviso, tutti gli italiani che hanno a cuore la dignità della politica dovrebbero salutare con rispetto”.

“Lascio alla dialettica tra le forze politiche – ha aggiunto Gentiloni – il dibattito sulla durata del nuovo Governo. Per quanto ci riguarda, vale la Costituzione: il Governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento. Spetta a me, piuttosto, indicare quali saranno le priorità della nostra azione, tesa a completare il lavoro fatto fin qui. La prima priorità è senz’altro l’intervento nelle zone colpite dal terremoto. Abbiamo avuto una risposta straordinaria di tutte le nostre forze dell’ordine, dei volontari, della Protezione civile, nell’emergenza, ma siamo ancora in emergenza, e dalla qualità della ricostruzione dipende la qualità del futuro di una parte rilevante del territorio dell’Italia centrale. E da questi passi che faremo dipende anche la forza che avremo nello sviluppare quel programma a lungo termine che abbiamo definito ‘Casa Italia’ e che cerca di lavorare sulle cause profonde dei danni che vengono provocati dagli eventi sismici nel nostro Paese”.

Per quanto poi riguarda le priorità sul terreno internazionale il premier ha ricordato la prossima presidenza di turno dell’Italia nel G7, l’entrata del nostro Paese nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l’imminente Consiglio europeo del 15 e 16 dicembre  con la discussione in corso sul rinnovo del ‘Regolamento di Dublino’, che definisce l’atteggiamento dell’Ue  circa la prima accoglienza dei rifugiati e dei migranti, nonché l’esame della crisi siriana rispetto ai rapporti tra Unione europea e Russia. Segnalata in questo contesto anche la celebrazione del prossimo mese di marzo per il sessantesimo anniversario dell’Ue che, secondo Gentiloni, rappresenterà ma anche “un momento di discussione proiettato verso l’avvenire”.  

Il premier ha inoltre sottolineato l’impegno del Governo sul piano della sicurezza e soprattutto “nel contrasto alla criminalità organizzata, nel lavoro sempre più forte per prendere in mano il tema dei flussi migratori, delle politiche di accoglienza, delle politiche di rimpatrio, della gestione condivisa con le amministrazioni locali di tale questione, mantenendo l’equilibrio che ha caratterizzato il Governo in questi anni su questo tema, e cercando se possibile di essere ancora più efficaci nelle politiche di attuazione”. “Il Governo – ha aggiunto Gentiloni  affrontando la questione economica – intende accompagnare e rafforzare la ripresa che finalmente, gradualmente, a nostro avviso ancora molto lentamente, si sta manifestando anche nel nostro Paese. Accompagneremo la ripresa con le grandi infrastrutture, con il piano straordinario dell’industria 4.0, con un nuovo slancio alla green economy, frontiera su cui davvero possono farsi valere le eccellenze del mondo dell’impresa italiano nel quadro delle decisioni internazionali che sono state prese sul clima, e che l’Italia difenderà nei prossimi mesi con molta forza. È in questo quadro che affronteremo anche i problemi legati al nostro sistema bancario, che è un sistema, nel suo insieme, solido, che, finanziando l’economia reale, sta contribuendo alla ripresa e si sta lasciando alle spalle, anche grazie alle misure prese dal Governo negli ultimi due anni, le conseguenze di una profonda recessione”. Gentiloni, dopo aver evidenziato che il governo è pronto ad intervenire per garantire la stabilità degli istituti e il risparmio dei cittadini,  ha sottolineato che l’esecutivo si impegnerà sul piano sociale, per completare la riforma del lavoro e per attuare le procedure riguardanti le norme sull’anticipo pensionistico. Il governo si attiverà inoltre per ridare slancio alla riforma della pubblica amministrazione, alla riforma del processo penale e  al libro bianco della difesa a cui sono collegate numerose iniziative.

Gentiloni anche ha posto in evidenza l’attenzione del Governo sia per il lavoro dipendente e le partite IVA , che  devono essere al centro degli sforzi volti a far ripartire l’economia, sia per il Mezzogiono a cui è stato dedicato uno specifico ministero.   

Gentiloni ha infine rilevato come Governo, per quanto riguarda il varo della nuova legge elettorale, non sarà protagonista, lasciando spazio al confronto parlamentare, ma non starà nemmeno alla finestra, cercando di accompagnare, di facilitare e anche di sollecitare questo confronto. “La sollecitudine – ha precisato il premier – non deriva dalle valutazioni sulla durata dell’Esecutivo, deriva dalla consapevolezza istituzionale del fatto che il nostro sistema parlamentare ha bisogno di regole elettorali certe e pienamente applicabili e ne ha bisogno con urgenza”. (Inform)

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