direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente del Comites Tunisia, Sandro Fratini a Genova per partecipare alla seconda edizione di “Un Calcio alla Guerra – Kick War Away”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

GENOVA – Il Presidente del Comites Tunisia, Sandro Fratini, è stato a Genova per partecipare alla seconda edizione di “Un Calcio alla Guerra – Kick War Away”, la grande manifestazione internazionale promossa dalla European Muslims League (EML), World Organization of States (WOS) e dedicata allo sport come linguaggio universale di pace. Genova, trasformata per un giorno in una ideale “Capitale della Pace”, ha ospitato al campo sportivo dell’ASD Praese una giornata intera di partite, incontri e testimonianze, con il coinvolgimento di giovani atleti, squadre adulte, delegazioni estere e rappresentanze istituzionali. La manifestazione, sostenuta dal Comune di Genova, dalla Regione Liguria e da oltre cinquanta enti e amministrazioni provenienti da Europa, Africa, Medio Oriente, Asia e America Latina, ha lanciato un messaggio chiaro: usare il calcio per “dare un calcio” alla guerra e alle divisioni, favorendo dialogo, rispetto e convivenza tra popoli e religioni diverse. Nel corso dell’iniziativa, il Presidente del Comites Tunisia, ha preso parte agli appuntamenti istituzionali portando l’esperienza della comunità italiana in Tunisia e il valore del lavoro svolto quotidianamente a supporto dei connazionali all’estero. Durante la cerimonia conclusiva ha ricevuto un riconoscimento per il suo impegno come Presidente del Comites Tunisia a favore delle comunità italiane nel mondo, un attestato simbolico che sottolinea l’importanza della rete dei Comites nella tutela delle radici, della lingua e dell’identità italiana oltre confine. “Essere qui a Genova, in una giornata che parla al mondo di pace attraverso il calcio, è un onore e una responsabilità – ha dichiarato Fratini – Questo riconoscimento non è solo mio, ma di tutte le donne e gli uomini che, dentro e fuori dall’Italia, lavorano in silenzio per tenere unite le nostre comunità e per trasformare lo sport, la cultura e il dialogo in strumenti concreti di convivenza e speranza”. (Inform)

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