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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero Claudio Micheloni interviene in Aula sui diritti dei connazionali in UK in vista della Brexit

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Tra gli interventi seguiti alle comunicazioni rese dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al Senato in vista del Consiglio europeo di oggi e domani, segnaliamo quello del presidente del Comitato per gli italiani all’estero, Claudio Micheloni, che ha richiamato l’attenzione sui possibili effetti della Brexit per i connazionali residenti nel Regno Unito, oggetto di un apposita indagine svolta del Comitato stesso.

“Vorrei ricordare che circa 600.000 italiani sono oggi residenti in Inghilterra, ma questo tema riguarda 4,5 milioni di cittadini europei, perché finché la Brexit non diventerà effettiva, gli interessati sono 3,3 milioni di europei in Inghilterra e 1,2 milioni di inglesi in Europa – ha rilevato Micheloni, segnalando l’approvazione avvenuta all’unanimità da parte del Comitato da lui presieduto di una risoluzione in cui si chiede al Governo italiano di “portare in Europa una riflessione sulla strategia di fondo che l’Europa sempre ha avuto nei negoziati con Paesi terzi”.

“L’Europa – prosegue il senatore eletto per il Pd nella ripartizione Europa – ha sempre avuto come linea: o negli accordi si prende tutto o non c’è niente negli accordi. Porto l’esempio dei dodici accordi tra l’Unione europea e la Svizzera: il tutto o niente è stata una linea giusta, perché ha obbligato la Svizzera ad accettare l’accordo sulla libera circolazione delle persone, quando loro erano interessati agli accordi finanziari e sulle merci”.

Se “il tutto o niente in un negoziato con un Paese terzo va benissimo – ammette Micheloni, non vale lo stesso per il caso Brexit: “ noi  – dice – non possiamo accettare che si vada a questo negoziato con la tecnica classica del tutto o niente”. “Qui noi dobbiamo assolutamente avere l’impegno che il tema dello status dei nostri quattro milioni e mezzo di cittadini europei sia definito al più presto. Qui deve essere definita la situazione dei nostri cittadini nel rispetto dei diritti acquisiti – ribadisce Micheloni, segnalando come occorra prestare “un’attenzione anche al dettaglio”, attenzione che la risoluzione sopra richiamata domanda al Governo, ossia di “vigilare sul processo di applicazione” di un accordo, che al momento è ancora in fase di definizione.

Micheloni segnala come nel corso della missione svolta dal Comitato al Parlamento inglese in proposito, l’onorevole Eduard Leigh abbia chiesto di avere fiducia nei britannici perché “faranno mo proposte generose nei confronti dei cittadini europei”. Tuttavia, nel corso delle audizioni svolte con i rappresentanti della comunità inglese in Italia, il Comitato è stato invece invitato a tenere alta la guardia. “Non ci si può dire «rispetteremo i diritti» e poi – rileva Micheloni – mandare formulari di ottantacinque pagine a cittadini europei che vivono in Inghilterra da venti-trent’anni e che devono essere loro a fornire la prova di essere residenti in Inghilterra”.

Il senatore ribadisce dunque come il tema della difesa dei diritti dei connazionali residenti in UK, sia “per noi un punto veramente prioritario”. “Tutti gli altri temi avranno poi le loro difficoltà o le loro facilità: questo va bene. Non deve esserci alcuno spirito punitivo in questo negoziato: su questo non c’è dubbio e io condivido pienamente l’intervento del Presidente del Consiglio. Però – aggiunge Micheloni, – non ci basta la risposta che il tema dei cittadini è una priorità: esso deve essere assolutamente trattato prima di tutti gli altri temi e concluso alla data di scadenza naturale dei negoziati, in quanto nessuno oggi è in grado di dire in che modo arriveremo a quella data con l’insieme del negoziato”.

“Noi critichiamo l’Europa. Possiamo demonizzarla e dire che tutti i problemi del mondo provengono dall’Europa. Qualcuno, però, ci ha detto – conclude l’esponente democratico: – L’Europa è come l’aria; ci accorgiamo che è vitale quando ne sentiamo la mancanza”. (Inform)

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