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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il polso della società in Svizzera

ASSOCIAZIONI

Da “Solidali & Insieme”, foglio del Movimento Solidarietà e Progresso della Svizzera Orientale e del Liechtenstein

Che cosa pensa la popolazione in Svizzera dei vari problemi sociali? Quali problematiche l’affliggono nel nuovo anno 2018? Un’indagine condotta su un largo campione di intervistati offre spunti di riflessione.

 

SAN GALLO – Un’indagine condotta da Tamedia, la casa editrice di alcuni importanti quotidiani svizzeri, su 17.148 persone di tutta la Svizzera e di varia estrazione sociale, compresi i naturalizzati, ha “tastato” il polso sulle questioni che sono oggetto di discussione quasi quotidiana. Ciò che emerge è per certi versi scontato ma, per altri, non così notevolmente dichiarato. Ne diamo un breve riepilogo.

La prima questione affrontata è stata quella dell’età pensionabile: il 52 % degli intervistati si è dichiarato contro l’elevazione dell’età di pensione; il 15% favorevole, ma solo di 1 anno, il 21 % per un massimo di 2 anni, 8% per un massimo di 5 anni, il 2% si è dichiarato favorevole all’innalzamento anche di oltre 5 anni, un 2% non sa cosa pensare. Il 50% poi, è dell’opinione che la pensione di vecchia sia insufficiente.

Sulla questione dell’immigrazione un buon 50% ritiene eccessivamente alto il numero di immigrati dall’Unione Europea; tre su quattro hanno però dichiarato di avere, nella cerchia degli amici, immigrati ben integrati e simpatici. 53% pensano che la Svizzera debba essere meno “aperta” nei confronti dei rifugiati ma il 16% desidererebbe una politica di asilo più accogliente. Il 31% ritiene che l’attuale situazione vada bene così. La minaccia del terrorismo è ritenuta dalla maggioranza non così notevole per la Svizzera; due terzi dei contattati tende ad escludere atti terroristici nei prossimi 12 mesi.

Molto alto è inoltre il senso di sicurezza personale: un buon 80% si sente sicuro di notte anche se si trova da solo per strada. Il conflitto tra la giustizia svizzera e giustizia della Corte Europea divide l’opinione degli svizzeri a metà: 48% considera necessario che la legislazione svizzera si attenga a quella pronunciata dalla Corte Europea mentre il 45% è del parere che la Svizzera non deve applicare oltre il diritto della corte di Strasburgo. Sulla stessa questione il 7% non ha un’opinione. Gli Svizzeri si sentono bene a casa loro e viaggiano confortevolmente e puntualmente all’interno del loro territorio: su una scala da 0 a 10 voti un buon 80% dà il voto 8,5 ai mezzi di trasporto interno, ferrovia compresa.

Le persone in età lavorativa non temono la computerizzazione e nel lavoro: solo il 15% ha il timore di perdere il lavoro per l’avanzata della cibernetica; una buona metà vede anzi possibilità di miglioramento del lavoro. Su altri temi sociali i risultati sono tuttavia inaspettati nella loro dimensione. Il 72% si dichiara disponibile ad accettare nella legislazione il “matrimonio per tutti” compreso quindi quello omosessuale. Il 70% vedrebbe disturbata la pace sociale e religiosa se aumentasse nella confederazione la percentuale di persone di religione musulmana. Sorprendente anche il risultato sulla religiosità di una nazione che ha nel preambolo l’invocazione del nome di Dio: solo un 10% prega quotidianamente ma il 57% ammette di non pregare mai, pur dichiarandosi, molti, appartenenti ad una comunità religiosa. Con questa valutazione, nelle tematiche che più occupano la vita sociale, tutte le istituzioni politiche, sociali e religiose svizzere dovrebbero confrontarsi in questo nuovo anno 2018. (Rolando Ferrarese- Solidali & Insieme, n. 1 2018 – Inform)

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