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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il “no” del Maie al disegno di legge sullo ius soli

MOVIMENTI POLITICI

Le ragioni spiegate dal presidente Ricardo Merlo, deputato eletto nella ripartizione America meridionale

 

ROMA – Ricardo Merlo, presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie) e deputato eletto nella ripartizione America meridionale, annuncia il voto contrario dei senatori aderenti al Movimento da lui fondato al disegno di legge recante disposizioni in materia di cittadinanza italiana – il cosiddetto ius soli –  in discussione a Palazzo Madama.

“Ha ragione Grillo quando dice che questa legge è un pastrocchio – afferma Merlo, ritenendo il provvedimento, cui il Maie ha già espresso voto contrario alla Camera dei Deputati, “paradossale” perché “facilita il diritto di cittadinanza agli stranieri e impedisce lo stesso diritto agli italiani che vivono all’estero”.

“Da quando il Maie è entrato in Parlamento, la nostra battaglia è stata sempre quella di essere la voce degli italiani che vivono all’estero – ha ricordato Merlo. “Abbiamo cercato di tenere alta l’attenzione dei vari Governi, che si sono succeduti dal 2008 ad oggi, sui temi della promozione della lingua e della cultura italiana, dell’identità, del made in Italy, abbiamo lottato per una rete consolare moderna ed efficiente, abbiamo chiesto sostegno per gli italiani coinvolti in crisi umanitarie, come in Venezuela – prosegue l’esponente del Maie, richiamando anche gli emendamenti presentati al disegno di legge in oggetto da Claudio Zin, eletto nella ripartizione America meridionale, bocciati dal Governo – sottolinea – e finalizzati a consentire la trasmissione della cittadinanza italiana da parte di madre e per la sua concessione ai residenti nei territori appartenuti all’ex Impero austroungarico e ai loro discendenti.

Merlo, che critica il Governo per il sostegno al disegno di legge,  sottolinea, a proposito del provvedimento in esame, come lo “ius soli, combinato con uno ius culturae, avranno come conseguenza che centinaia di migliaia di stranieri, che non hanno nessun legame con i nostri valori, la nostra cultura, la nostra storia, potranno inevitabilmente godere anche dello ius sanguinis” e ribadisce come ciò non abbia “riscontro in nessun altro paese europeo”.

“È un controsenso, soprattutto oggi – sostiene, – dove è molto probabile che chi è immigrato in Italia per un motivo contingente, vedi il caso di rifugiati per guerre e crisi umanitarie, rientri nel suo paese d’origine una volta che il problema sia superato, e lì continui a trasmettere la cittadinanza italiana ius sanguinis a tutti i suoi discendenti”.

“Da tempo – conclude – abbiamo reso nota la nostra posizione contraria a questa legge-pastrocchio: una legge fatta oltre tutto in mezzo ad una congiuntura politica internazionale complicata, soprattutto per l’Europa, e che potrebbe essere fonte di nuovi problemi per l’Italia”. (Inform)

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