STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da “Tribuna Italiana” del 22.7.2015
Secondo alcune informazioni l’opera portata via il giorno prima dell’inaugurazione del monumento a Juana Azurduy, dovrebbe essere rimesso a posto davanti al fiume, entro la fine dell’anno, ma i lavori avanzano a rilento
BUENOS AIRES – Il giorno prima che il suo posto fosse occupato da un altro monumento per volontà della presidente argentina, la statua di Cristoforo Colombo è stata portata alla “Costanera”, nella piazza Puerto Argentino, dove il monumento donato dalla comunità italiana un secolo fa, dovrebbe essere assemblato come era nell’originale, secondo quanto hanno promesso le autorità argentine.
Come è noto mercoledì scorso è stata inaugurata la statua che raffigura Juana Azurduy, combattente per l’indipendenza argentina. L’opera è stata donata dalla Bolivia, il cui presidente Evo Morales ha inaugurato l’opera insieme a Cristina Fernández de Kirchner.
La presidente argentina ha voluto che di fronte a suo studio nella Casa Rosada, non ci fosse più il monumento donato dalla collettività italiana un secolo fa e considerato espressione di una storia che il racconto degli attuali inquilini del governo argentino pretendono di modificare con il cambio di opere in ricordo di personalità storiche, da insediare nella piazza antistante la Casa Rosada.
Lasciamo ad altri la cronaca dell’evento, che ci sembra una offesa gratuita alla comunità italiana in Argentina.
L’opera di Arnaldo Zocchi dovrà essere assemblata nell’ “espigón Puerto Argentino”, che si trova sulla avenida costanera Rafael Cantilo, il lungofiume di Buenos Aires nella zona nord della città, proprio di fronte all’uscita dell’aeroporto Jorge Newbery.
Secondo alcune informazioni, il responsabile del restauro dell’opera, il prof. Telechea, avrebbe assicurato che il monumento sarà rimesso in piedi entro la fine dell’anno e che lui è sempre disponibile per fornire alla comunità italiana ogni informazione sullo stato dell’opera e sull’avanzamento dei lavori.
Da quel che si vede da fuori però, i lavori marciano a rilento e la prima e fondamentale operazione, che è la costruzione di poderose fondamenta per sostenere le oltre seicento tonnellate di peso dell’opera, non è iniziata. (Tribuna Italiana del 22 luglio 2015 /Inform)