AMBIENTE
Ospitati nella base Dirigibile Italia. “La crisi climatica procede più velocemente delle previsioni”
OSLO – Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, insieme a una delegazione del suo stesso Ministero e del Cnr, guidata dal direttore del Dipartimento di Scienze del sistema terrestre e tecnologie ambientali Fabio Trincardi, si trova alle isole Svalbard per una visita interamente dedicata ai cambiamenti climatici.
“Sono qui principalmente per ascoltare – ha affermato Costa – e sono stato accolto, alla base italiana del Cnr di Ny Alesund, dai nostri scienziati che con straordinaria competenza e dedizione stanno mappando la crisi ambientale studiandola attraverso i dati analitici: dal ritiro dei ghiacciai sul continente, alla riduzione del ghiaccio marino, alle penetrazione delle acque atlantiche in Artico (e nel fiordo dove ci troviamo), dalle temperature dell’aria alla presenza di aerosol antropogenici”.
Il Ministro, accompagnato dal capo della segreteria tecnica del Ministero Tullio Berlenghi, e il prof. Trincardi con la delegazione del Cnr composta anche dal direttore facente funzione dell’Istituto di scienze polari Leonardo Langone, il glaciologo e neodirettore dell’Istituto Carlo Barbante e dalla ricercatrice Elisa Palazzi dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima, sono stati ospitati alla base Dirigibile Italia, hanno incontrato gli scienziati e i ricercatori italiani alla base, visitato la Climate change tower, un fiore all’occhiello della ricerca italiana, dove è stata anche affissa una targa per i 10 anni di attività di monitoraggio.
In questi dieci anni le temperature alle Svalbard sono aumentate di circa 3 gradi, hanno raccontato i climatologi, cioè molto di più del già grave aumento globale di temperature che oggi ha raggiunto 1 grado in media sull’intero pianeta. Nella regione vi sono dunque incontrovertibili evidenze che raccontano anche la grande velocità con la quale si stanno manifestando i cambiamenti climatici, maggiore di quanto fino a poco fa i modelli previsionali facessero pensare.
“Sono stati due giorni intensi: ritorno in Italia – rileva il Ministro – con la consapevolezza che non c’è più tempo e che tutti noi dobbiamo impegnarci in prima linea per invertire la rotta e cambiare il paradigma economico e sociale. Sono rimasto molto colpito dall’enorme e inestimabile lavoro dei nostri scienziati. Occorre che tutti noi ci impegniamo a diffondere la loro parola, ad ascoltarli e quindi ad agire di conseguenza. È in discussione il futuro per i nostri figli ed è una sfida che non possiamo perdere”. (Inform)