CAMERA DEI DEPUTATI
La norma è stata introdotta dal decreto legge Sicurezza. Albrecht Plangger (Misto- Minoranze linguistiche) rileva le problematiche emerse in particolare per i lavoratori frontalieri
ROMA – Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha risposto alla Camera dei Deputati all’interrogazione presentata da Albrecht Plangger (Misto- Minoranze linguistiche) su iniziative per la deroga al divieto introdotto dal decreto legge Sicurezza in materia di circolazione in Italia di veicoli con targa estera, con particolare riferimento ai residenti nelle zone di confine.
Il divieto riguarda la circolazione con veicoli immatricolati all’estero per chi risiede in Italia da più di 60 giorni, pur prevedendo eccezioni per alcune forme di leasing, comodato e noleggio, ma non per i lavoratori frontalieri che possono avere a disposizione l’autovettura di servizio del datore di lavoro estero per raggiungere quotidianamente dall’Italia il posto di lavoro oltre il confine – segnala Plangger, che ritiene invece che tale fattispecie dovrebbe esser consentita dalla norma soprarichiamata.
“La norma deriva dalla volontà di bloccare chi elude gli obblighi assicurativi, fiscali e chi intende con questo mezzo non pagare le multe che prende in Italia, perché tanto chissà da dove arriva – spiega il ministro Salvini in proposito, segnalando come la modifica introdotta al codice della strada “in base alla quale è vietata la circolazione in Italia dei veicoli immatricolati all’estero e condotti da persone residenti nel nostro Paese da più di 60 giorni”, preveda per i trasgressori “sanzioni fino a 2.800 euro” e anche la confisca “nel caso in cui entro i successivi 180 giorni il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia tornato all’estero col foglio di via”.
Tali divieti “sono temperati da alcune eccezioni: la prima – precisa il ministro – riguarda il caso in cui il veicolo immatricolato all’estero sia in leasing o in locazione senza conducente da impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea, e un’altra eccezione concerne l’ipotesi che il veicolo sia stato concesso in comodato ad un lavoratore o collaboratore di un’impresa costituita in altro Stato membro dell’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo”. “L’obiettivo delle disposizioni è quello di contrastare il fenomeno della cosiddetta esterovestizione che, negli ultimi anni, ha assunto particolare rilevanza, a detta delle forze dell’ordine – afferma Salvini, dichiarando come si tratti quindi di “disposizioni importanti, che confido conseguiranno in breve tempo – e già li stanno conseguendo – gli obiettivi per i quali sono state introdotte”.
In merito alla specifica problematica posta nell’interrogazione il Ministro sottolinea poi che “in alcuni casi particolari, le nuove disposizioni dovranno essere raccordate con altre già vigenti, e, proprio al fine di garantire un’applicazione uniforme delle nuove norme, i competenti uffici del Ministero dell’Interno hanno già fornito indicazioni operative, con una circolare del 10 gennaio 2019, e stanno seguendo con attenzione la fase applicativa, anche al fine di evitare eventuali criticità che si fossero ravvisate, essendo disponibili ad eventuali interventi integrativi”.
In sede di replica Plangger rileva infine come “si dovrebbe chiarire anche la posizione dei lavoratori stagionali, specialmente nel turismo, ed escludere dall’applicazione del divieto di circolazione con veicolo estero tutti quei cittadini europei che hanno un contratto abbastanza lungo, fino a undici mesi”. (Inform)