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Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nell’Aula di Montecitorio sulle disposizioni riguardanti il telelavoro dei lavoratori frontalieri con la Svizzera: annunciato un emendamento sul tema in attesa dell’approvazione definitiva del disegno di legge di ratifica dell’Accordo tra Italia e Svizzera sulla tassazione della loro attività

CAMERA DEI DEPUTATI

Interrogazione di Maria Chiara Gadda (Azione-Italia Viva-Renew Europe)

 

ROMA – Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha risposto in Aula all’interrogazione di Maria Chiara Gadda (Azione-Italia Viva-Renew Europe) e altri su iniziative in materia di tassazione dell’attività dei frontalieri italiani che lavorano in Svizzera, in conseguenza del venir meno delle disposizioni adottate in periodo pandemico sul lavoro a distanza.

A riassumere l’interrogazione è stato Mauro Del Barba, in qualità di co-firmatario, che ha chiesto al Governo se vi è l’intenzione di riaprire una negoziazione per consentire il ripristino di regole più flessibili sul telelavoro come quelle concordate tra i due Paesi nel periodo pandemico, che hanno cessato di valere dall’inizio di questo mese. La decisione di non rinnovare tale flessibilità per lavoratori e imprese ha determinato un aggravio per i frontalieri che – spiega Del Barba – sono tenuti a dichiarare all’Agenzia delle entrate la quota di reddito maturata quando svolgono intere giornate di lavoro sul suolo italiano. L’interrogazione chiede dunque un intervento sulla questione, considerando anche che l’Unione Europa ha prorogato la disciplina in materia fino al 30 giugno 2023.

Giorgetti ribadisce nella sua riposta che l’accordo sul telelavoro era stato stipulato per tener conto delle misure eccezionali poste in essere per far fronte alla situazione straordinaria determinata dalla pandemia legata al COVID-19. “Com’è noto, il 23 dicembre 2020, il Governo italiano ha sottoscritto un nuovo accordo con la Confederazione svizzera relativo alle imposizioni dei lavoratori frontalieri, e un Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera, per evitare le doppie imposizioni – segnala il Ministro, ricordando che tale Protocollo contempla “il potenziale ulteriore sviluppo del telelavoro per i frontalieri”. Il disegno di legge di ratifica dell’Accordo è già stato approvato in prima lettura dal Senato – sottolinea Giorgetti, aggiungendo che “il Governo ha già avviato una interlocuzione con la controparte elvetica che, da parte sua, ha manifestato la propria disponibilità al dialogo per definire a breve la possibilità di utilizzare a regime la nuova modalità di prestazione dell’attività lavorativa sperimentata durante il periodo della pandemia anche dopo la cessazione del periodo emergenziale”. Il Ministro si dice quindi “fiducioso che questo dialogo, nella più ampia cornice delle misure a tutela dei lavoratori previste dall’accordo del 2020, consentirà di giungere, in tempi rapidi, alla regolazione anche delle prestazioni di lavoro da remoto”.

“Nelle more dell’approvazione finale del citato disegno di legge di ratifica, comunico – segnala Giorgetti -che è intenzione del Governo presentare un emendamento ai provvedimenti all’esame delle Camere finalizzato a disciplinare, in via transitoria, fino all’approvazione della legge di ratifica in precedenza richiamata, l’attività lavorativa svolta dai frontalieri, in modo da definire e da chiarire la portata normativa”.

In sede di replica, Maria Chiara Gadda esprime apprezzamento per la disponibilità da parte del Governo a risolvere questo tema legato al telelavoro con un emendamento, “perché – ribadisce – non possiamo attendere la ratifica degli accordi fiscali”.

“Il telelavoro è stato inserito durante la pandemia come una misura di carattere emergenziale, ma in questi due anni il mondo del lavoro è cambiato – rileva Gadda, aggiungendo di ritenere insostenibile un aumento della tassazione a carico dei lavoratori frontalieri, che vivono spesso in territori difficili. “Dobbiamo prendere atto che il mondo del lavoro è cambiato e che il telelavoro fa parte di un rapporto sano tra l’azienda e il lavoratore. Nell’incertezza normativa, non possiamo permetterci che il telelavoro, in queste ore in cui siamo in un regime di mancanza di indicazioni precise, si possa risolvere con pratiche di informalità – ribadisce Gadda, auspicando che l’emendamento annunciato da Giorgetti venga effettivamente presentato e approvato. (Inform)

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