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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in Libia ha incontrato il premier libico Fayez al-Sarraj e il suo omologo, Najim Owida. In Tunisia il colloquio con il Presidente Beji Caid Essebsi

MINISTERO DELLA DIFESA

TRIPOLI – L’Italia è vicina alla Libia. Il nostro obiettivo sostenere le azioni dell’Onu, giungere alla stabilizzazione del Paese e individuare soluzioni condivise per bloccare il flusso non controllato di migranti. Così il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ieri al termine della visita in Libia e Tunisia. Due tappe che rientrano nell’azione coordinata che la Difesa, assieme ai Ministeri degli Interni e degli Esteri, sta portando avanti per la stabilizzazione dell’aera e il contenimento dei flussi migratori.

La titolare del Dicastero – accompagnata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano – ha incontrato il premier libico Fayez al-Sarraj. Un colloquio durato circa un’ora e mezza nel palazzo presidenziale di Tripoli, durante il quale il Ministro Trenta ha confermato al premier libico “la disponibilità italiana, ed in particolare del mio Ministero, all’avvio di attività, secondo le vostre esigenze e del popolo libico, volte ad un rafforzamento delle capacità interne del sistema difesa della Libia. Attività tese al mantenimento della sicurezza interna e dunque ad un rafforzamento della sovranità libica”.

Tema centrale dell’incontro, la crisi migratoria: “un problema che condividiamo e che bisogna risolvere. I flussi non controllati sono un fattore di destabilizzazione dell’Italia e della stessa Libia. Dobbiamo unirci per risolvere insieme questo problema” ha spiegato il Ministro.

 “Nessuno come l’Italia comprende quanto sia pesante l’immigrazione incontrollata” ha aggiunto il Ministro che ha individuato tre priorità per il raggiungimento di una stabilizzazione del Paese: riconciliazione, recupero della sicurezza e lavorare su piano politico.

L’Italia conferma l’appoggio al processo di unificazione delle Forze armate: “abbiamo raccomandato che sia inclusivo e capace di coinvolgere tutti gli attori, anche non statali. Nessun processo di pacificazione può essere portato a compimento se non è inclusivo” ha aggiunto il Ministro sottolineando il principio che il monopolio dell’uso della forza deve essere dello Stato e che in un secondo momento cercherà di incontrare il Generale Haftar.

Via libera alla richiesta di aumentare l’addestramento e la preparazione delle Forze speciali: “Sappiamo che esiste un rischio, seppur minimo, che l’immigrazione incontrollata possa favorire l’arrivo di terroristi, per questo daremo tutto l’appoggio alla Libia per rafforzare la loro capacità operativa”. Formazione che riguarderà anche la comunicazione strategica, il contrasto alle fake news diffuse da chi vuole contrastare la stabilizzazione del paese.

A tal proposito dal premier Sarraj è giunto l’apprezzamento per l’assistenza dell’Italia a favore della Guardia Costiera libica affinché quest’ultima possa svolgere le funzioni di soccorso e contrasto ai trafficanti di esseri umani. Argomento del quale la titolare del Dicastero ha parlato anche con il collega, Najim Owida, al quale ha ribadito che “occorre fermare il traffico di esseri umani e l’immigrazione irregolare”.

Durante la visita in Libia il Ministro Trenta ha inoltre visitato l’ospedale militare italiano a Misurata, dove ha incontrato il personale Task Forze Ippocrate e personale della Croce Rossa. Un presidio di grande importanza per la popolazione libica, come ad esempio la bambina che a causa di un incidente stradale rischiava di rimanere paralizzata: “è stata operata dal personale italiano e potrà tornare a camminare” ha detto il Ministro.

Ieri il Ministro Trenta è stata in visita in Tunisia dove ha incontrato il Presidente tunisino Beji Caid Essebsi, l’omologo Abdelkrim Zbdi e il primo sindaco donna di Tunisi, Souad Abderrahim.

“L’Italia e la Tunisia condividono la medesima casa, il Mediterraneo, e dobbiamo continuare a lavorare insieme per la stabilità della regione, specie in riferimento ai flussi migratori verso le nostro coste, che per il governo che rappresento costituiscono una priorità. L’Italia c’è e vuole esserci” ha detto il Ministro nel corso del colloquio con il Presidente Essebsi.

L’Italia è pronta ad aiutare in maniera ancora più concreta la Tunisia per il controllo degli spazi marittimi e la gestione delle emergenze in mare.

A Tunisi il Ministro ha visitato anche il museo Bardo, teatro nel 2015 di un violento attacco terroristico, per ricordare le vittime di allora e per mandare un chiaro messaggio: “la lotta al terrorismo non ha colori ne’ bandiere, ma ci vede tutti uniti, dalla parte della democrazia”. (m.r.e.f. – Inform)

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