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Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo risponde in Aula all’interrogazione di Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) sulle procedure necessarie alla verifica dell’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Nell’interrogazione si chiede la semplificazione dell’accertamento per salvaguardare la continuità del trattamento pensionistico e la salute dei soggetti anziani

 

ROMA – Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha risposto alla Camera dei deputati all’interrogazione presentata dalla deputata eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi) relativa a iniziative a favore dei pensionati italiani residenti all’estero, al fine di salvaguardare il diritto al trattamento pensionistico nell’attuale contesto pandemico, con particolare riferimento alle procedure per la verifica dell’esistenza in vita.

Si tratta di una verifica – ha segnalato Nissoli illustrando l’interrogazione – che riguarda circa 388 mila pensionati italiani all’estero che ricevono la pensione dall’Inps attraverso Citibank, che procede annualmente all’accertamento. “Il pensionato deve compilare un modulo convalidato da un testimone accettabile e, cioè, Consolato, Patronato o autorità locale – spiega Nissoli, che ribadisce la necessità di introdurre invece  modalità innovative vista la pandemia e chiede al Ministro se non sia possibile accettare la certificazione senza convalida.

Catalfo ribadisce come sin dall’inizio della pandemia ci si sia attivati per risolvere la questione. “In particolare, l’Inps, con la collaborazione del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ha da subito adottato le iniziative ritenute più idonee a garantire la continuità della corresponsione dei trattamenti pensionistici ai residenti all’estero, salvaguardando, al contempo, la salute e la sicurezza dei pensionati nonché dei funzionari e degli operatori coinvolti nel processo di erogazione delle pensioni – afferma il Ministro, rilevando come, con il dilagare dell’epidemia, si è proceduto poi “alla sospensione della seconda fase dell’attività di accertamento dell’esistenza in vita relativa al periodo febbraio 2020 – luglio 2020, che avrebbe coinvolto i pensionati residenti in Asia, continente americano, Estremo Oriente, Paesi scandinavi, Stati dell’Est dell’Europa e Paesi limitrofi”. “Successivamente, con riferimento ai pensionati residenti nel continente americano, l’avvio dell’accertamento è stato differito al mese di ottobre 2020 – prosegue Catalfo, segnalando come la modulistica dovrà pervenire allo stesso istituto entro il mese di febbraio 2021. I pensionati quindi avranno quattro mesi a disposizione per assolvere alla richiesta e ciò, a detta del Ministro, dovrebbe scongiurare il rischio di assembramenti. “Qualora il processo di verifica non dovesse essere completato entro il termine fissato, l’Inps assicurerà, comunque – assicura Catalfo, – l’erogazione della rata di marzo 2021, versandola in contanti presso le agenzie di Western Union. Soltanto in caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita, entro i primi giorni del mese di marzo 2021, il pagamento della pensione sarà sospeso dalla banca a partire dalla successiva rata di aprile 2021”.

“Analoghe attività e modalità sono state adottate nei riguardi dei pensionati residenti nei Paesi scandinavi, negli Stati dell’Est dell’Europa e Paesi limitrofi, in Asia e Medio ed Estremo Oriente – prosegue il Ministro, spiegando anche come tale modalità tradizionale sia stata introdotta “una procedura aggiuntiva interamente dematerializzata, in base alla quale l’accertamento dell’esistenza in vita avviene tramite videochiamata”, assicurandone così il compimento “totalmente da remoto”.

“Si ricorda, infine, che il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, su proposta dell’Inps, ha recentemente emanato una circolare, nella quale si invitano le strutture consolari a considerare gli adempimenti relativi all’accertamento dell’esistenza in vita tra i servizi urgenti, indifferibili e garantiti ai pensionati residenti all’estero, anche in caso di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria – conclude il Ministro.

In sede di replica, Nissoli rileva come molto si possa ancora fare “per migliorare ulteriormente il meccanismo ed accelerare velocemente le nuove procedure semplificate, che andrebbero, però, fatte conoscere a tutti i pensionati subito”, affinché evitino gli spostamenti. “Non nascondo che avrei preferito che il Governo avesse considerato l’opportunità di chiedere all’Inps di accettare la semplice autocertificazione, senza convalida, per dimostrare l’esistenza in vita – aggiunge Nissoli, rilevando come molti Paesi europei abbiano adottato questa semplificazione per quest’anno. “Abbiamo bisogno di una risposta per procedure semplificate subito, altrimenti ci sarà il rischio che molti pensionati non effettueranno la certificazione, con la conseguenza di non ricevere la pensione; una cosa molto triste e lesiva di un diritto acquisito con anni di duro lavoro – conclude Nissoli, ribadendo la sua richiesta di un intervento immediato. (Inform)

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