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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Ministro degli Esteri Tajani interviene al convegno “Oltre lo sviluppo, il futuro che vogliamo” per i 50 anni di Fondazione AVSI

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ROMA – Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto al convegno internazionale “Oltre lo sviluppo, il futuro che vogliamo” per i 50 anni di Fondazione AVSI. Ne suo intervento Tajani ha ricordato come gran parte della sua attività anche di Commissario europeo sia stata dedicata alla cooperazione, in particolare ai rapporti con l’Africa e l’America Latina. “Se vogliamo affrontare tutti i problemi che riguardano il Mediterraneo e noi, in termini di immigrazione, non possiamo non guardare allo sviluppo del continente africano ed è indispensabile che lo faccia anche l’Europa. L’Africa si aspetta molto da noi, in tante missioni fatte in quel continente ho sentito parole positive verso l’Italia e l’Europa, ma dobbiamo fare ancora di più”, ha spiegato Tajani parlando di un insieme di azioni da condurre insieme alle autorità africane per uno sviluppo armonico. “Lo stesso discorso vale per l’America Latina che è un continente fratello al quale ci legano legami linguistici e religiosi e una forte presenza di comunità di origini italiane ed europee”, ha aggiunto il Ministro auspicando un ruolo da protagonista dell’Italia. “Vogliamo che giovani africani e sudamericani possano venire a studiare da noi perché così si crea una forte collaborazione. Come popoli vicini abbiamo l’interesse a lavorare insieme”, ha evidenziato Tajani esprimendo soddisfazione per questo 50° anniversario della Fondazione AVSI. “Se si vive nella povertà e nel disagio non si è liberi: dobbiamo creare lavoro a casa nostra ma anche nei luoghi in cui abbiamo amici. In coloro che fanno cooperazione alberga la centralità della persona”, ha aggiunto Tajani parlando poi del momento difficile per il conflitto tra Russia e Ucraina nel quale bisogna battersi per la pace. Il Ministro ha parlato delle ripercussioni sociali della guerra con migliaia di rifugiati. “La disuguaglianza è ai massimi storici: il 10% della popolazione mondiale possiede il 76% della ricchezza”, ha sottolineato Tajani invitando alla riflessione anche su modelli di sviluppo eco-sostenibili e su modelli alimentari equi. “Nel mio ultimo viaggio in Niger ho visto come il deserto fosse ormai arrivato alle porte delle città quando precedentemente lì c’erano aree coltivabili”, ha poi ricordato Tajani affrontando il problema dei cambiamenti climatici. “Non possiamo non considerare poi che chi vive la fame, le malattie e il terrorismo è spinto a lasciare la propria terra, anche contro la propria volontà”, ha dichiarato il Ministro. “La cooperazione allo sviluppo è parte integrante della politica estera italiana e non si esaurisce nell’aiuto ai più vulnerabili, creando partenariati egualitari strutturati come quelli che stiamo rafforzando in Africa”, ha spiegato Tajani ricordando che in Italia il rapporto tra aiuto pubblico alla cooperazione e reddito nazionale è passato dallo 0,22% del 2020 allo 0,29% nel 2021, in virtù di quanto caldeggiato anche dall’Agenda 2030. Tajani ha poi menzionato la ‘dichiarazione di Matera’ per arrivare a sistemi agroalimentari più sostenibili per fronteggiare al meglio la crisi alimentare. Il Ministro ha anche ricordato il ruolo dell’Italia per la tutela dei diritti ad esempio all’interno della cosiddetta ‘agenda donne, pace e sicurezza’ così come nella protezione delle minoranze religiose. “Ci sono ancora troppi cristiani che vengono perseguitati nel mondo solo per la fede”, ha evidenziato Tajani. “Le donne e gli uomini di AVSI sono in prima linea per portare il sostegno ai più deboli e per far fronte alle sfide globali del nostro tempo”, ha aggiunto il Ministro ricordando come tra 2016 e 2022 AVSI abbia partecipato a bandi organizzati dall’AICS aggiudicandosi 4 progetti, rispettivamente per Kenya, Libano, Uganda e Palestina per lo sviluppo umano ed economico. Sulla Palestina in particolare, Tajani ha auspicato che il dialogo interreligioso possa finalmente condurre ad una soluzione nelle controversie e nei conflitti decennali tra Israele e Palestina. (Inform)

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