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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Ministro degli Esteri Tajani è intervenuto nell’Aula di Montecitorio sui recenti sviluppi della situazione nella Striscia di Gaza

CAMERA DEI DEPUTATI

(fonte immagine Camera dei Deputati)

ROMA – Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervento nell’Aula di Montecitorio sui recenti sviluppi della situazione nella Striscia di Gaza. “Forse, per la prima volta, dopo due anni di un conflitto drammatico, dopo immani sofferenze, – ha esordito il Ministro – si intravede oggi un concreto spiraglio di pace. Certo, non è il caso di nutrire illusioni premature”. Tajani, dopo aver ricordato la tragedia del 7 ottobre, ha aggiunto:  “Il percorso per la pace non sarà facile, ma se tutti i protagonisti, Stati Uniti, Israele, Paesi arabi responsabili, la stessa Autorità palestinese, avranno la forza e la lungimiranza di percorrerlo fino in fondo, potrebbe essere la svolta che cambia la storia del vicino Oriente. Non rinuncio a credere in un futuro di coesistenza pacifica, nel quale la disponibilità di capitali, tecnologie, risorse umane, grandi spazi, possa fare di quelle terre, nelle quali è nata la civiltà, una delle avanguardie dello sviluppo mondiale nel XXI secolo. Ma naturalmente non è ancora il momento di sognare, dobbiamo occuparci di oggi, che è fatto di miseria, dolore, sofferenze e paure”. Il Ministro ha poi segnalato le iniziative poste in essere dall’Italia per l’accoglienza dei bambini e degli studenti di Gaza:  “La nostra risposta al dramma di Gaza sono i bambini, ormai quasi 200, inclusi i 15 di lunedì sera, che possono curarsi negli ospedali italiani; sono le loro famiglie, che possono averli vicini. Sono 15 le operazioni umanitarie svolte dall’inizio del conflitto…La nostra risposta è anche l’accoglienza di studenti e ricercatori palestinesi. L’Italia è stata la prima, infatti, ad avviare un corridoio riservato agli universitari, con l’obiettivo di formare la futura classe dirigente palestinese”. “ Dall’inizio della crisi, con il programma Food for Gaza, – ha continuato Tajani – abbiamo portato nella Striscia quasi 2.400 tonnellate di aiuti umanitari. Il nostro lavoro continua ogni giorno. Abbiamo avviato, nelle scorse settimane, una nuova raccolta di aiuti alimentari da inviare nella Striscia, in pochi giorni abbiamo accumulato già una ventina di tonnellate”. “Il Governo – il Governo – ha poi rilevato Tajani – è pronto al riconoscimento dello Stato di Palestina, se saranno soddisfatte alcune precondizioni irrinunciabili: il rilascio di tutti gli ostaggi, il disarmo di Hamas e la sua esclusione da ruoli politici e di Governo. Questo significa che in nessuna forma e in nessun modo Hamas potrà avere un ruolo in quei territori. Significa che il terrorismo deve essere bandito per sempre. Significa che devono prevalere la ragione, la pace, la libertà”

Passando al caso della Flotilla il Ministro ha poi precisato. “Come sapete, ieri sera, quando le imbarcazioni erano ormai prossime alle acque di Gaza, la Flotilla è stata fermata dalle autorità israeliane. Gli abbordaggi sono stati pacifici e senza violenze, e preparati da numerose misure di avvicinamento, partendo dalla nave madre Alma. Secondo quanto appreso dalla nostra ambasciata a Tel Aviv, la Marina israeliana ha impiegato più di 16 navi nell’operazione, che si concluderà nella giornata di oggi, per le precauzioni adottate e per evitare incidenti. L’arrivo ad Ashdod richiederà ancora diverse ore di navigazione. Come ampiamente annunciato, una volta in porto ad Ashdod, i membri della Flotilla verranno identificati e fermati, per poi essere trasferiti, nei giorni successivi, con voli charter, in Europa. Al momento sarebbero 22 gli italiani fermati, ma continuiamo a monitorare la situazione. Su mie istruzioni, il consolato a Tel Aviv e il consolato generale a Gerusalemme assisteranno tutti gli italiani sia al porto, sia nelle procedure di rimpatrio. Già da questa notte i due consolati sono in contatto con i legali dei cittadini italiani imbarcati. Secondo le informazioni disponibili, raccolte attraverso l’unità di crisi, che sta seguendo passo dopo passo la situazione, i nostri connazionali sono in buone condizioni”. “Avevo ripetutamente parlato con il Ministro israeliano Sa’ar, – ha inoltre rilevato il Ministro – chiedendo di evitare azioni aggressive e di mettere in atto ogni possibile attenzione per salvaguardare l’incolumità dei nostri connazionali. Sono sollevato dal constatare che le regole di ingaggio siano state rispettate e che, fino a questo momento, non si registrino atti di violenza o complicazioni nell’operazione delle forze israeliane. Già da venerdì potrebbero avvenire le prime partenze, soprattutto per chi accetterà di lasciare volontariamente Israele. Per chi rifiuterà l’espulsione immediata sarà necessario attendere il provvedimento di respingimento dell’autorità giudiziaria israeliana che potrebbe richiedere 48-72 ore”. “Israele e l’Autorità nazionale palestinese – ha poi sottolineato Tajani – hanno accolto il piano di pace americano. Molti importanti Paesi arabi e musulmani hanno fatto la stessa cosa e per Gaza si profila un futuro governato da rappresentanti arabi, un graduale ma rapido ritiro delle forze d’Israele, un ambizioso piano di ricostruzione con capitali sauditi e americani e non solo. Tutto ora dipende da Hamas, dalla risposta che darà. La salvezza o la tragedia per la popolazione di Gaza dipendono dalle loro scelte, ma i primi segnali che arrivano ci lasciano ben sperare. L’Italia, lo ripeto, è pronta a fare la sua parte. Lo ha confermato domenica scorsa il Presidente del Consiglio in un colloquio telefonico con il Presidente degli Stati Uniti…Come sapete – ha aggiunto il Ministro – il piano di pace definisce una serie di principi per la risoluzione del conflitto: Hamas deve essere disarmata; non deve avere alcun ruolo nel futuro di Gaza; tutti gli ostaggi devono essere rilasciati; devono cessare i bombardamenti e le operazioni militari israeliane a Gaza; l’accesso di aiuti umanitari deve essere ripristinato e il pieno sostegno al piano arabo per la ricostruzione di Gaza. Nei numerosi incontri che ho avuto a New York, ho riscontrato la più ampia condivisione di questi principi che rappresentano l’unica base credibile per arrivare a due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza”. (Inform)

 

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