FARNESINA
ROMA – Si è svolto a Roma presso l’Università LUISS Guido Carli l’appuntamento annuale all’Advisory Board Investitori Esteri di Confindustria, dedicato al rapporto strategico con le imprese estere: innovare per competere nel mondo per un Italia competitiva, attrattiva e integrata nelle reti globali. Durante l’incontro è intervenuto il Ministro degli Affari EsteriAntonio Tajani. “Sono contento di essere qui – ha esordito Tajani – per illustrare quello che stiamo facendo, in maniera più dettagliata, per sostenere l’economia del nostro paese in modo particolare aldilà dei confini nazionali”. “Noi siamo – ha ricordato il Ministro – la seconda potenza industriale europea e una delle più grandi potenze commerciali nel mondo. Il commercio è nel nostro DNA, è nella storia delle nostre repubbliche marinare, ma era ancora nella storia dell’antica Roma, quindi per noi produrre ed esportare, è qualcosa di connaturato al nostro essere italiani, ma per fare tutto questo non basta l’istinto, serve una strategia”. “Io non credo che lo Stato debba sostituirsi alle imprese. Le imprese devono fare le imprese, mentre noi dobbiamo mettervi nelle condizioni di poter raggiungere determinati obiettivi”, ha proseguito Tajani soffermandosi poi sui dati forniti dall’Istat sulle esportazioni italiane: “Gli ultimi dati ci dicono che noi esportiamo 623,5 miliardi di euro, in settori che sono all’avanguardia. Il mio obiettivo è quello di arrivare a 700 miliardi entro la fine della legislatura, mettendo a disposizione delle imprese italiane la rete delle nostre ambasciate e consolati all’estero, nonché il lavoro del Ministero degli Esteri, che è anche il Ministero del Commercio Internazionale. Abbiamo quindi lanciato – ha continuato il Ministro – una vera e propria offensiva per l’export, anche in questo momento particolare in cui si rischia una guerra dei dazi. Noi pensiamo di rimanere con il nostro export negli Stati Uniti e di continuare a rinforzare il mercato interno europeo, che è la nostra risorsa”. Tajani ha si è poi soffermato sul ruolo fondamentale che svolge il Ministero degli Esteri con la sua rete nel mondo, nell’accompagnare le aziende durante la loro espansione nei vari mercati esteri, attraverso la realizzazione di specifici business forum. In proposito le sedi diplomatiche italiane hanno predisposto una guida per gli investimenti nei vari paesi di riferimento. “Le ambasciate – ha spiegato il Ministro -stanno sempre più diventando dei trampolini di lancio per le nostre imprese che vogliono esportare o internazionalizzarsi… La nostra politica estera è infatti soprattutto finalizzata alla crescita”. “Il Consiglio dei Ministri – ha poi ricordato Tajani – ha già approvato la riforma del Ministero degli Esteri. Sarà un Ministero con una testa politica ed una economica. Proprio per la responsabilità che abbiamo nel commercio internazionale ci sarà una direzione generale per la crescita che avrà vari settori industriali che possono essere strumento della diplomazia italiana. Il tutto volto a facilitare la presenza internazionale delle nostre imprese, per raggiungere l’obiettivo di 700 miliardi di export”. Un’azione, quella del Governo, che per il Ministro intende anche favorire la crescita degli investimenti nel nostro Paese, nell’ambito di un contesto caratterizzato da stabilità, certezza del diritto e semplificazione burocratica. Tajani ha inoltre sottolineato la necessità di un’adeguata politica industriale europea e di una transizione ecologica sostenibile per il sistema economico. Il Ministro ha inoltre evidenziato l’esigenza di rinnovare il sistema bancario sia in Italia, sia in Europa, facilitando il credito alle imprese. Per quanto riguarda i dazi imposti dagli Stati Uniti il Ministro ha rilevato la necessità di portare avanti una trattativa tramite l’Unione Europea e non da solisti, evitando contromisure eccessive che potrebbero innescare ulteriori reazioni. Tajani ha anche parlato dell’importanza di diminuire la tassazione sulle imprese e degli elementi che favoriscono la crescita delle esportazioni all’estero: formazione, ricerca ed innovazione. “Sono tre elementi – ha spiegato il Ministro – che sono collegati l’uno all’altro. Noi dobbiamo valorizzare al meglio le migliori intelligenze che abbiamo nel nostro paese, in modo particolare quelle dei giovani. Dobbiamo investire di più nella ricerca in tutti i settori, perché la ricerca è lo strumento migliore per produrre innovazione, crescere e per essere più competitivi”. (Lorenzo Morgia – Inform)