BREXIT
“Rispondere all’esito del referendum con un rilancio della prospettiva europea. Ci aspettiamo che la Gran Bretagna dia seguito a questa decisione attivando l’articolo 50 dei trattati che regola l’uscita degli stati membri dall’Ue, rispettando i diritti acquisiti dai cittadini europei e anche dai nostri concittadini italiani”
ROMA – Il ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni ha partecipato oggi in Lussemburgo all’incontro dei ministri degli Esteri europei per svolgere una prima valutazione del post Brexit. Gentiloni ha avuto anche una conversazione telefonica con l’omologo britannico Philip Hammond.
In precedenza il ministro degli Esteri era intervenuto sul Brexit. “La decisione del popolo britannico di uscire dall’Ue, che naturalmente rispettiamo, – ha affermato Gentiloni – è senza dubbio una decisione grave. Sul piano politico il governo vuole dare immediatamente due messaggi. Il primo è che ci aspettiamo che la Gran Bretagna dia seguito a questa decisione attivando l’articolo 50 dei trattati che regola l’uscita degli stati membri dall’Unione Europea e ovviamente rispettando i diritti acquisiti dai cittadini europei e anche dai nostri concittadini italiani. L’Italia, come tutti sanno, – ha proseguito Gentiloni – avrebbe di gran lunga preferito un esito diverso del referendum. Rispettamo la decisione di uscire, ma uscire significa appunto uscire. Certamente il Regno Unito resterà un paese nostro amico e alleato nella Nato , ma la decisione di uscire dall’Ue è stata presa e bisogna dargli seguito. Il Governo sottolinea questo aspetto perché un lungo periodo di incertezza non farebbe che ulteriormente alimentare quella che oggi è la preoccupazione principale, cioè una sensazione di instabilità nella costruzione europea e quindi abbiamo un dovere di chiarezza verso i mercati e soprattutto verso i cittadini Ue”.
“Un secondo messaggio che vogliamo dare – ha aggiunto Gentiloni – è che certamente siamo di fronte ad un momento dell’Ue molto difficile… sul piano politico vuol dire che non si tratta di un momento in cui possiamo stare fermi, anzi il contrario. La decisione presa dagli elettori britannici deve suonare come una sveglia per l’Europa e quindi deve essere occasione di rilancio di politiche comuni per la crescita per l’immigrazione e la difesa”. “L’Italia – ha concluso il ministro degli Esteri – lavorerà affinché non ci sia a questa grave decisione del Regno Unito da dell’Ue una reazione di ordinaria amministrazione. La storia di questi 50 anni dimostra che nei momenti di crisi l’Europa ha trovato la forza per rilanciare il progetto di Unione Europea e questo è esattamente uno di quei momenti di crisi . Questa è la sfida che il governo italiano ci accinge ad affrontare: rispondere all’esito del referendum con un rilancio della prospettiva europea”. (Inform)