CAMERA DEI DEPUTATI
“Il Governo non può rimanere indifferente agli appelli dei 150 mila connazionali residenti in Venezuela; non li ha mai abbandonati e mai lo farà”
ROMA – “Il continuo aggravarsi della crisi economica incide sempre di più anche sulla sicurezza e sulle condizioni di vita degli italiani di Venezuela. Il Governo non può rimanere indifferente agli appelli dei 150 mila connazionali residenti in Venezuela; non li ha mai abbandonati e mai lo farà”. Così il ministro degli Esteri Angelino Alfano intervenendo oggi alla Camera dei deputati con una informativa urgente sulla drammatica situazione che sta attraversando il Paese latino americano.
“Il sistema di controllo dei cambi e il perdurare dell’alta inflazione hanno pesantemente eroso il potere d’acquisto di molte famiglie, che si ritrovano ora più povere di prima”, ha detto il ministro riferendo di avere, nel corso della videoconferenza di ieri con la comunità italiana in Venezuela “illustrato ai nostri connazionali le procedure che alla Farnesina abbiamo per rafforzare un personale che non è ai livelli che desidereremmo avere e, quindi, per inviare personale aggiuntivo presso le nostre sedi diplomatiche o consolari”. Alfano ha spiegato che “oltre ad avere incrementato nei mesi scorsi il personale destinato ai servizi consolari e all’assistenza alla comunità italiana, abbiamo aumentato i fondi a disposizione della rete di consoli onorari operanti nel Paese, che svolge una encomiabile opera di sostegno all’ambasciata e ai consolati nell’assistenza ai tanti italiani che si trovano in difficoltà”. Il titolare della Farnesina nel corso dell’intervento ha colto l’occasione “per ringraziare, ancora una volta, e sottolineare la professionalità e l’impegno dell’ambasciatore Mignano e di tutto il personale in servizio presso le nostre sedi diplomatiche o consolari in Venezuela”, che “ogni giorno svolgono un lavoro preziosissimo per aiutare i nostri connazionali, correndo anche rischi per la propria incolumità”. Alfano ha precisato che per garantire a questo personale di lavorare in sicurezza si sta anche “rafforzando il contingente dei carabinieri presso il Consolato generale di Caracas” e che “negli ultimi mesi sono stati inoltre indirizzati numerosi interventi strutturali di rafforzamento della sicurezza delle nostre sedi”. Non solo. Alfano ha comunicato che “stiamo valutando un intervento normativo che ci permetta di assumere ulteriore personale a contratto in loco, visto che il relativo contingente fissato dalla legge viene già utilizzato al massimo delle sue capacità”, auspicando “di avere il sostegno del Parlamento” per questo intervento normativo.
Il ministro degli Esteri ha informato i parlamentari di avere dato “indicazione alle strutture della Farnesina di predisporre un piano straordinario di assistenza ai cittadini italiani più vulnerabili, un piano del valore di un milione di euro”. “Un piano, ha chiarito Alfano, che va “ad integrarsi ai fondi già disponibili quest’anno” e che “incrementa notevolmente i fondi erogati a favore dei connazionali bisognosi nel 2016”. “Una prima parte di tali nuovi fondi, cioè 400 mila euro, è stata inviata all’inizio di maggio al consolato generale a Caracas; una seconda tranche, del valore di 300 mila euro, giungerà nei prossimi giorni e la restante quota, salvo che l’evoluzione della situazione non suggerisca altrimenti, verrà erogata nei prossimi mesi”, ha detto ‘Alfano.
Il ministro ha riferito come nel corso del 2017 siano stati anche “approvati i contributi, per un totale di 30 mila euro, a favore di due enti di Caracas che forniscono assistenza tramite l’erogazione di sussidi, pacchi dono ed assistenza medica e farmaceutica e di cui beneficiano circa 1.200 nostri connazionali anziani e indigenti” . Inoltre “abbiamo evitato il rincaro delle percezioni consolari; infatti, l’Italia – ha evidenziato Alfano – è l’unico tra i Paesi europei che è riuscito a evitare che la svalutazione forzosa della moneta venezuelana avesse conseguenze negative sul costo dei servizi consolari per i nostri concittadini. Diversamente – ha aggiunto – vi sarebbero state ripercussioni negative su quella parte della collettività già provata dagli effetti della crisi”.
Il ministro ha poi ricordato che “la Farnesina ha dedicato particolare attenzione alla situazione dei pensionati italiani nel Paese”, rimarcando che “ad inizio anno abbiamo risolto il problema del tasso di calcolo del cambio per le integrazioni al minimo delle pensioni”.
“La Farnesina – ha proseguito Alfano – continua a seguire attentamente anche la questione del pagamento delle pensioni di circa un migliaio di cittadini italo-venezuelani rientrati in Italia e titolari di pensione venezuelana; in questo ci stiamo coordinando con Spagna e Portogallo, dove i titolari di pensioni venezuelane registrano problemi analoghi, per effettuare insieme passi appunto congiunti presso le autorità di Caracas. L’obiettivo è quello di individuare una soluzione almeno parziale della questione, una soluzione che riconosca l’erogazione di un contributo minimo per i titolari di pensione residenti all’estero”.
Il ministro ha anche richiamato la questione dei crediti vantati dalle nostre aziende, “alcune delle quali restano fortemente esposte in mancanza di pagamenti da parte delle autorità venezuelane”. “Le imprese italiane – ha tenuto a sottolineare – non hanno abbandonato il Paese e ciò, nonostante il continuo deterioramento della situazione politica ed economica”. “Del resto – ha aggiunto Alfano – la presenza industriale italiana in Venezuela è di lunga tradizione, e ha dato un importante contributo allo sviluppo del Paese, in particolare in campo infrastrutturale ed energetico”. “I nostri imprenditori, come mi è stato testimoniato anche ieri sera nella videoconferenza che ho avuto da Caracas, sono pronti a dare un contributo al rilancio dell’economia venezuelana quando le condizioni lo permetteranno”, ha riferito il ministro degli Esteri , precisando che “le nostre imprese auspicano però il pagamento dei crediti che vantano per lavori svolti e che ammontano a circa 3 miliardi di euro”. “Continueremo quindi – ha assicurato Alfano – a sollevare il tema dei crediti delle nostre aziende con le autorità venezuelane e sempre lo faremo ai massimi livelli, perché è importante che le aziende italiane vengano compensate per l’impegno profuso nel Paese in tutti questi anni di storica presenza. Compatibilmente con i vincoli di bilancio, stiamo continuando ad approfondire, tra gli strumenti risarcitori previsti dalla legge, le modalità affinché tali crediti siano recuperati”.
“L’Italia – ha detto Alfano – vuole restare vicina al Venezuela, al popolo venezuelano e ai tanti connazionali che vi risiedono: una vicinanza – e qui raccolgo un auspicio di questi connazionali – che spero possa essere condivisa dalla Rai e più in generale dai mezzi di informazione nazionali, cui chiedo il massimo dell’attenzione per questa crisi; un’attenzione che questo Parlamento non ha mai mancato di rivolgere al Venezuela e ai nostri connazionali residenti. Una cosa quindi è certa: se le violenze dovessero continuare, noi non ci gireremo dall’altra parte né resteremo silenti, e sono contento di poterlo dire in un’Aula parlamentare che sento idealmente molto vicina a quella di Caracas”, ha concluso il titolare della Farnesina . (Inform)