ISTITUZIONI
ROMA – “Ci aspetta un anno molto impegnativo. Tutto intorno a noi sembra cambiare, e le poche certezze che pensavamo di avere non sono più tali. L’Italia deve dimostrare di essere all’altezza del compito che la storia ci ha assegnato. Dimostrarlo ai cittadini che governiamo, ai nostri connazionali che vivono in ogni parte del mondo, ai nostri figli e nipoti che erediteranno la Nazione. Ogni nostra azione, ogni vostra azione, può fare la differenza. Affrontare i problemi piuttosto che rinviarli, avanzare piuttosto che indietreggiare, preferire ciò che è giusto a ciò che è utile, questo è il nostro compito, difficile ma necessario. Noi faremo la nostra parte, e sono certa che voi non sarete da meno”. Si chiude con queste parole il messaggio del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla XVII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia.
Rivolgendo suo saluto al Ministro degli Esteri Tajani, al Segretario Generale della Farnesina Guariglia e “a tutti voi Capi Missione che avete l’onere e l’onore di guidare la rete diplomatica italiana all’estero” , Meloni ha rimarcato che “il vostro non è un lavoro come altri, la vostra è una missione, perché avete sulle spalle una doppia responsabilità: rappresentare la Patria nella sede che vi è stata affidata ed essere la voce di un’intera comunità, di una storia, di un’identità, di un popolo”.
“La Patria è la famiglia del cuore” ha detto il Capo dell’Esecutivo citando le parole del “grande patriota” Giuseppe Mazzini e sottolineando che “la famiglia è la cosa più preziosa che abbiamo, da difendere e proteggere ad ogni costo” . “Non c’è altro posto al mondo dove ci sentiamo veramente a casa. Quel luogo è l’Italia, la nostra famiglia” ha detto Meloni. In un passaggio del suo messaggio ha tenuto a mettere in evidenza che: “Se è vero che sulle spalle del Governo ricade la responsabilità di delineare l’indirizzo politico, è altrettanto vero che a voi tocca il compito di declinare concretamente quelle indicazioni ricevute con audacia, determinazione e passione. Trovando, laddove possibile, anche soluzioni innovative e originali. Questo è ciò che i nostri connazionali, in Patria e all’estero, si aspettano da noi ed è nostro dovere dare risposta a questa aspettativa nel nostro impegno quotidiano”. “Dobbiamo farlo a maggior ragione nel momento storico che stiamo vivendo, probabilmente tra i più complessi dal Dopoguerra ad oggi” ,ha aggiunto il Presidente del Consiglio ricordando che “l’Italia e l’Europa sono chiamate ad affrontare sfide sempre più complicate, in un contesto globale attraversato da conflitti e crescente instabilità e caratterizzato da una frammentazione geopolitica e geoeconomica che apre scenari inediti”.
Riguardo al conflitto in Ucraina Giorgia Meloni ha assicurato “continueremo nel nostro convinto sostegno alla sua legittima difesa” e ricordato che il prossimo luglio l’Italia ospiterà la Conferenza sulla ricostruzione, “un importante evento su cui conto sul vostro sostegno”, ha detto rivolgendosi a Capi Missione. E anche il Medio Oriente “merita una prospettiva nuova di uscita da questa crisi permanente”. “La tregua in Libano e la caduta del regime di Assad in Siria sono opportunità su cui dobbiamo lavorare, insieme ai nostri partner, per raggiungere una pace giusta e sostenibile in tutta la regione” ha affermato il Presidente del Consiglio , garantendo che “l’Italia continuerà ad essere in prima linea per chiedere un immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, il rilascio degli ostaggi israeliani e per porre le basi per una soluzione politica duratura, possibile soltanto attraverso una soluzione a due Stati, che garantisca a israeliani e palestinesi sicurezza e mutuo riconoscimento”. “A testimonianza di quanto queste riflessioni siano strategiche e necessarie, parleremo di tutto questo – ha precisato Meloni – anche nel prossimo Consiglio Europeo, in una discussione dedicata al ruolo che l’Europa vuole e deve avere a livello globale, per promuovere i nostri ideali e difendere gli interessi dei nostri cittadini”.
“È un quadro nuovo nel quale non esistono più i blocchi omogenei di un tempo e dove l’interdipendenza dei destini tra il Nord e il Sud del mondo deve essere considerata alla base di un nuovo approccio nelle relazioni internazionali” ha poi detto il Capo del Governo, evidenziando che il Piano Mattei per l’Africa “costituisce un tassello fondamentale di questo nuovo approccio. Siamo perfettamente consapevoli che l’Italia non arriva certamente per prima nel Continente africano, ma che costituisce una eccezione rispetto a come in questi anni si è concepito il rapporto con le Nazioni africane”. “La nostra sfida, infatti – ha puntualizzato – non è né quella di replicare modelli paternalistici e calare interventi e progetti dall’alto, né quella di depredare l’Africa delle proprie risorse, ma consentire loro di utilizzarle, per poter vivere di ciò che hanno, con Governi stabili e società prospere . Il nostro obiettivo è costruire una cooperazione su basi paritaria, vantaggiosa per tutti, fondata sul rispetto reciproco, la concretezza e la condivisione. I nostri partner africani ci chiedono di fare le cose insieme, e di definire insieme obiettivi e tabella di marcia”.
Un approccio che “i nostri partner hanno dimostrato di apprezzare, e che è nostro compito valorizzare”: “Il 2025 – ha rimarcato Meloni – sarà un anno decisivo, e il Governo affida alla rete diplomatica italiana il compito di sostenere l’accelerazione per la messa a terra del Piano nell’ottica di ‘europeizzare’ e ‘internazionalizzare’ sempre di più il Piano Mattei, rafforzando le sinergie già esistenti con il Global Gateway dell’UE e la Partnership for Global Infrastructure and Investment”. E proprio in virtù di questo approccio, “l’Italia ha concepito tutti gli appuntamenti del suo anno di Presidenza G7 in un formato molto aperto, vivendo lo storico momento della partecipazione del Santo Padre ai lavori del Vertice dei Leader e costruendo una sessione di outreach tra le più rappresentative di sempre, che ha coinvolto tutti i Continenti, il G20, l’Unione Africana, le Istituzioni economiche-finanziarie e le Banche multilaterali di sviluppo. C’è chi strumentalmente dipinge l’Occidente come una fortezza chiusa, autoreferenziale e indifferente alle istanze che arrivano dal Sud Globale. Sono orgogliosa che l’Italia abbia contribuito a dimostrare che questa narrazione è falsa, e che il G7 è un’offerta di valori che si apre al mondo e vuole costruire sviluppo e crescita condivisi”. Questa è “una delle eredità più significative della Presidenza italiana del G7” per Meloni, che ringrazia “i Ministri, i diplomatici e i funzionari che hanno lavorato senza sosta per raggiungere questo obiettivo e gli altri che ci eravamo posti”. “È nostro compito dare continuità a questo percorso” ha detto ancora Meloni .“Intendiamo, per questo, dedicare nel 2025 una delle direttrici prioritarie della politica estera italiana allo sviluppo di un rinnovato legame con il Sud Globale. In questi due anni abbiamo rafforzato le nostre tradizionali alleanze, ma abbiamo anche aperto canali di confronto con partner con i quali prima si parlava poco o con cui i rapporti erano meno intensi. E questo è un grande valore aggiunto, che permette all’Italia di diversificare la sua proiezione geopolitica e geoeconomica”. “Alla nuova relazione con il Continente africano e con l’India, dobbiamo saper affiancare nel 2025 un rinnovato rapporto con l’America Latina, alla quale l’Italia e l’Europa sono unite da profondissimi legami storici e culturali, alimentati quotidianamente dalla fortissima presenza di connazionali e italo-discendenti” ha sottolineato Meloni spiegando che “anche a questo scopo, si è già avviato il lavoro per concludere nei prossimi mesi con Argentina e Brasile dei nuovi Piani d’azione per il rafforzamento del partneriato strategico”. Nei prossimi giorni il Presidente del Consiglio prenderà parte al Vertice UE-Balcani occidentali”: Grazie al lavoro compiuto assieme, l’adesione all’Unione europea delle Nazioni dei Balcani occidentali è un tema di nuovo prioritario nell’agenda di Bruxelles. Dobbiamo continuare a lavorare per questo obiettivo perché, come ho più volte ribadito, il loro ingresso nell’Unione sancirebbe finalmente il completamento della riunificazione dell’Europa”. (Inform)