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Il governo cerca una soluzione per gli studenti dell’Erasmus

RASSEGNA STAMPA

Da “La Stampa.it”

Il governo cerca una soluzione per gli studenti dell’Erasmus

Il Pd presenta un’interrogazione parlamentare. In molti chiedono un decreto per permettere ai ragazzi all’estero di votare. Il sottosegretario all’Istruzione: stiamo cercando un rimedio

 

ROMA – La polemica sugli studenti Erasmus “esclusi” dal voto cresce. Numerosi esponenti politici sono scesi in campo per portare avanti la causa dei ragazzi. Anche i rettori italiani si sono schierati. “Apprendo dai media che gli studenti che partecipano al programma Erasmusnon potranno votare alle prossime elezioni. I 25.000 studenti che si assumono l’onere di un’esperienza all’estero rappresentano l’avanguardia intellettuale del nostro Paese e, al tempo stesso, la garanzia del nostro futuro. Il programma permette di acquisire una visione e una sensibilità internazionali che sono requisiti indispensabili per la formazione di una coscienza civile e democratica. Precludere proprio a questi studenti il diritto basilare al voto mi sembra un’assurdità logica’’, dice Marco Mancini, Presidente della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università italiane).

Su Twitter Di Pietro e Vendola hanno chiesto al governo di risolvere al più presto il problema. “Il Governo vari subito un decreto per garantire il voto ai 25mila giovani in Erasmus. No all’ennesimo scippo di democrazia, #dirittodivoto”, ha scritto il leader dell’Idv. Della stessa idea anche il capo di Sel: «Mi rivolgo a governo e a partiti in Parlamento: trovate soluzione per permettere a studenti Erasmus di votare. Date una prova di modernità». Anche per il deputato di Fli Aldo Di Biagio, candidato al Senato nella circoscrizione Estero nella lista Con Monti per l’Italia, è impensabile che i ragazzi non possano votare. «È gravissima la denuncia fatta da molti studenti Erasmus che vedono preclusa la possibilità di votare alle prossime elezioni politiche». E continua: «È impensabile che chi è fuori i confini nazionali per studiare non abbia gli stessi diritti di chi lavora o di chi è in missione per conto delle forze armate. Come minimo dovrebbe essere garantito loro il rimborso del biglietto di viaggio per tornare in Italia . È necessario porre rimedio a questa situazione perché si disincentiva la partecipazione di alcune categorie di cittadini alla vita democratica del Paese. E questo – conclude – è inaccettabile».

Il Pd ha presentato questa mattina un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e degli Esteri, Annamaria Cancellieri e Giulio Terzi per «garantire il diritto di voto dei circa 20 mila studenti italiani che stanno partecipando al programma di studio Erasmus». Lo rendono noto le deputate democratiche, Sesa Amici e Maria Coscia, candidate nelle liste del Pd del Lazio che sottolineano come: «non consentire il voto sarebbe penalizzante e discriminatorio nei confronti dei nostri giovani concittadini che, allo stato attuale delle cose, risultano essere ostacolati nell’esercizio di un loro diritto costituzionale. I ministri Terzi e Cancellieri – concludono Amici e Cosica – si attivino rapidamente per consentire agli studenti Erasmus di esercitare il loro legittimo diritto di voto attraverso un voto per corrispondenza, come avviene nel resto d’Europa».

L’unica voce del governo per ora è quella del sottosegretario all’Istruzione Elena Ugolini, che ha garantito che l’esecutivo sta discutendo del problema. «Stamattina ho parlato con il ministro dell’Interno perché gli studenti che sono all’estero per il programma Erasmus possano poter votare. Sono 24mila, ed è un loro diritto che deve essere garantito. Non possiamo permettere che le famiglie paghino un viaggio di andata e ritorno per un diritto. Stiamo cercando strade per risolvere il problema».  (La Stampa.it, 18 gennaio 2013)

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