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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il governo accoglie ordine del giorno di Marco Fedi (Pd) per un maggiore sostegno delle Camere di Commercio italiane all’estero

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Nella legge di stabilità 2016, il rafforzamento della competitività del Sistema Italia in questa fase di ripresa della nostra economia rappresenta uno degli obiettivi primari della manovra e, a tale scopo, si è provveduto ad incrementare in modo significativo le risorse destinate all’internazionalizzazione.

In tale quadro, è stato approvato anche un emendamento, a prima firma Garavini e sottoscritto dagli altri eletti all’estero del Pd ed anche dai deputati Mongiello, Marco Di Maio e Boccadutri, per destinare per ciascuno dei prossimi tre anni 3 milioni di euro a favore delle Camere di Commercio italiane all’estero (CCIE). Solo problemi di copertura finanziaria hanno indotto a prevedere un finanziamento di 500.000 euro per il 2016, confermando comunque i 3 milioni per i prossimi anni.

Si tratta di un atto di lungimiranza – spiega Marco Fedi in una nota – perché le Camere di Commercio italiane all’estero si sono dimostrate sul campo le strutture più efficienti e incisive nella promozione internazionale del made in Italy. Nel complesso esse sono 76, operanti in 54 Paesi del mondo e associano, su base volontaria, 20.000 imprese, sviluppando annualmente più di 300 mila contatti di affari.

Le CCIE sono destinatarie annualmente da parte del ministero dello Sviluppo economico di un cofinanziamento sul valore dei programmi di promozione realizzati. Il ministro dello Sviluppo economico, negli ultimi anni, ha impegnato orientativamente circa il 60 per cento delle risorse complessive disponibili nell’apposito capitolo di bilancio  al cofinanziamento dei progetti presentati dalle CCIE.

Tuttavia, negli ultimi cinque anni, per le note difficoltà di carattere finanziario, la dotazione del capitolo è stata ridotta dell’80 per cento. Per compensare almeno in parte questa contrazione, nel 2015 la percentuale di risorse impegnate a favore dei programmi delle CCIE è salita all’85% dei fondi disponibili. Se persistessero le percentuali di contribuzione degli scorsi anni, la contribuzione pubblica a favore delle CCIE scenderebbe a meno del 10 per cento rispetto alla previsione massima del 50 per cento, con conseguenze preoccupanti sulla continuità di servizio e sul supporto assicurato dalle CCIE ai processi d’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane.

Prendendo atto del serio sforzo che il Governo ha già fatto in questa legge di Stabilità per superare queste criticità, Masrco Fedi ha presentato un ordine del giorno, assieme ai colleghi Porta, Garavini, Mongiello, Marco Di Maio, Farina, Boccadutri, La Marca e Tacconi chiedendo di considerare la possibilità di arrivare anche per il 2016 al livello di finanziamento degli anni successivi e, intanto, di assegnare alle Camere di Commercio all’estero non meno del 95% delle somme disponibili. Il Governo ha accolto l’ordine del giorno, dando un’ulteriore prova di apertura – osserva Fedi – alle esigenze di rafforzamento delle politiche di internazionalizzazione e di condivisione del ruolo che i diversi soggetti che operano all’interno delle comunità all’estero possono svolgere a beneficio della ripresa del Paese. (Inform)

 

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