direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Giorno del Ricordo celebrato in Consiglio regionale. L’intervento del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli

REGIONI

ANCONA – “Le testimonianze di coloro che mi hanno preceduto hanno offerto un contributo importante per questo Giorno del Ricordo – ha dichiarato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli” -. Due settimane fa, in occasione della Giornata della Memoria, abbiamo sottolineato insieme il ruolo universale del ricordo. Ricordare è un dovere per se stessi, per la propria comunità e per le giovani generazioni, per costruire il futuro con piena consapevolezza. Abbiamo rivendicato il valore della memoria come garante della nostra identità, per affermare con forza e chiarezza che tutti i crimini che si sono perpetrati contro l’umanità non debbano ripetersi mai più. La vicinanza temporale di queste due ricorrenze agevola la comprensione del senso universale dei valori che oggi e sempre vogliamo affermare e che sono alla base del nostro impegno istituzionale: la pace, la libertà, la giustizia, la tolleranza, la solidarietà, la tutela e la salvaguardia della dignità di ciascuna persona umana, la condanna di ogni forma di totalitarismo e di violenza”.

“Il Giorno del Ricordo, che celebriamo oggi, è stato istituito con legge dello Stato per ricordare un fatto storico, una tragedia italiana su cui per troppo tempo si è taciuto, si è negato, si è teso ad ignorare – h proseguito il presidente della Regione -. ‘Conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale’. Così recita il primo articolo della legge che istituisce il Giorno del Ricordo ed è su questo particolare aspetto che oggi voglio concentrarmi. Perché la ferocia delle Foibe e l’odissea dell’esodo rappresentano una tragedia collettiva che ha rischiato di essere cancellata, sulla quale si è abbattuta – cito il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2007 – la ‘congiura del silenzio, la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell’oblio’. La tragedia delle Foibe e il suo tardivo riconoscimento ci dicono quello che mai dovrebbe accadere, ossia il rischio che la verità venga taciuta, nascosta, negata per pregiudiziali ideologiche e politiche. Per questo è necessario rifuggire ogni tentativo di mistificazione, favorendo il dialogo e il confronto per una reale e duratura pacificazione. E questo è il valore profondo della giornata che celebriamo oggi – ha concluso Acquaroli – , per condannare ogni crimine contro l’umanità, per essere capaci di curare il presente e di guardare al futuro con rinnovata fiducia e speranza”. (Inform)

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