STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da America Oggi del 10.4.2015
NEW YORK – Per la prima volta la National Italian American Foundation ha assegnato il “Mario Cuomo Award in Public Service” mercoledì nel corso del gala di primavera sotto le volte di Cipriani on 42nd Street in una cerimonia a cui ha preso parte il figlio, il governatore Andrew Cuomo.
La Niaf ha fatto il pienone, l’appuntamento ha richiamato oltre 500 persone che hanno pagato 1000 dollari ciascuna, 700 per i membri, per sostenere i programmi filantropici ed educativi della Fondazione di Washington, intrattenuti dall’attore Chazz Palminteri che ha condotto la serata.
Presenti anche il console generale Natalia Quintavalle e l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Lombardia, Valentina Aprea che ha invitato i newyorkesi a visitare l’esposizione universale di Milano Expo che aprirà il primo maggio.
“Abbiamo già venduto nove milioni di biglietti ed è un record. Abbiamo 140 Paesi partecipanti ed è un record. Ci sono – ha detto l’assessore Aprea – tutte le premesse per fare di quella di Milano l’esposizione nuova con tanti primati. Soprattutto, il primato più importante è il tema dell’alimentazione che si sta rivelando un vero filone di pensiero intorno a cui tutti vogliono esercitarsi per le scelte da fare in questo millennio”. Dalla Milano Expo 2015 – ha spiegato Aprea – scaturirà la Carta di Milano contenuta in 42 punti che al termine dell’esposizione sarà consegnata al segretario generale delle Nazioni Unite.
Il governatore Andrew Cuomo ha voluto essere presente alla cerimonia di consegna del primo premio dedicato alla memoria del padre Mario recentemente scomparso, suo predecessore ad Albany per 12 anni, che la Niaf ha assegnato a Janet DiFiore procuratore della contea di Westchester.
“Finalmente sono stato liberato da Albany con l’approvazione del bilancio, ma soprattutto – ha esordito il governatore – desidero comunicare a tutti i qui presenti che le loro tasse sono diminuite da quando sono stato eletto”, raccogliendo il primo di una lunga serie di applausi.
Cuomo ha salutato i dignitari ed ha ricordato la giornalista di Channel 7 Abc Lisa Colagrossi improvvisamente scomparsa il mese scorso, che avrebbe dovuto ricevere il premio riservato ai media, assieme al conduttore di Eyewitness News at Noon, Ken Rosato.
Poi il governatore ha iniziato a ricordare il padre con un appassionato racconto che ha spaziato dalle umili origini dei nonni, alla sua rielezione, con Mario Cuomo che ascoltava al telefono l’inauguration. “La Niaf ha significato molto per mio padre che vi ha dedicato molto tempo” ha detto Andrew Cuomo.
Ha raccontato che durante la sua carriera politica ha avuto modo di toccare tutti gli Stati dell’Unione, spiegando cosa ha scoperto.
“È incredibile constatare nel mezzo del Paese quanto sia radicata l’impressione errata e come siano diffusi gli stereotipi sugli italoamericani e la cultura italiana. Ecco perché è importante il lavoro svolto dalla Niaf, perché è importante dire la verità alla gente. Non siamo quelli che credono, non siamo quelli che vedono nei film. Siamo Vespucci, Colombo, Raffaello, Galileo, Michelangelo e Da Vinci” ha detto Cuomo.
Poi ha spiegato perché suo padre aveva combattuto questa battaglia a fianco della Niaf: “Era prima d’ogni altra cosa italoamericano, era figlio di Andrea e Immacolata, poveri immigrati che sono arrivati in questo Paese e lui ne andava fiero. Era orgoglioso di essere fiero delle sue umili origini, arrivato qui soltanto con la promessa di opportunità, diventato governatore dello Stato di New York, anche se i suoi genitori non conoscevano l’inglese ed ha visto suo figlio seguirlo come governatore”.
Il governatore Mario Cuomo è stato uno statista come pochi, fermo nelle sue convinzioni, ad iniziare dalla pena capitale sulla cui re-introduzione ha posto il veto per dodici anni, sconfitto da chi la voleva.
“Mio padre era dedicato a rappresentare il meglio degli italoamericani e lui stesso voleva essere il modello. Era un uomo di famiglia, un uomo rispettoso di morale e legge che non ha mai avuto alcuna tolleranza per la discriminazione, sia come cittadino di New York capitale della diversità, che italoamericano che ha provato sulla sua persona cosa significa”.
Anche nonno Andrea è stato raccontato dal governatore.
“Mio nonno Andrea, di cui porto il nome, ha avuto un grande amore per questo Paese, anche se si esprimeva con quel poco di inglese che conosceva, ma alla fine terminava sempre con la frase God bless America”.
Infine ha ricordato il padre come un uomo tutto d’un pezzo che non cambiava abito in pubblico o in privato: “Quello che vedevate in pubblico era mio padre anche in privato, non c’era un Mario Cuomo privato diverso dal pubblico, era autentico. Lo scorso ottobre ha iniziato il declino e ho insistito con lui, gli ho ripetuto tante volte: papà non te ne andare ancora, devi assistere al mio giuramento. Lo ha ascoltato per telefono e ha chiuso gli occhi”. (Riccardo Chioni – America Oggi del 10 aprile 2015 /Inform)