CINEMA
Questa sera a Kragujevac, Serbia centrale
BELGRADO – Nell’ambito del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado organizza, per “I Giovedì del Cinema Italiano – Incontri con il cinema d’autore italiano contemporaneo”, questa sera 4 dicembre alle ore 20, la proiezione a Kragujevac, in Serbia centrale, presso il Museo 21 Ottobre, del film “Via Castellana Bandiera” (Italia, 2013), regia di Emma Dante, con Elena Cotta, Emma Dante, Alba Rohrwacher (in italiano con sottotitoli in serbo, ingresso libero).
“Via Castellana Bandiera”, film tratto dall’omonimo romanzo di Emma Dante, segna il debutto alla regia della scrittrice e donna di teatro siciliana. E’ ambientato in una strada stretta di Palermo, dove, una domenica pomeriggio d’estate, si fronteggiano due automobili che vanno in direzione opposta l’una rispetto all’altra.
Al volante di una Punto siede un’anziana donna albanese, Samira, che con i suoi familiari sta rientrando a casa, dopo aver visitato la tomba della figlia morta da poco. A bordo dell’altra vettura, Rosa e la sua compagna Clara, si sono smarrite mentre andavano al matrimonio di un amico. Nessuna delle due intende fare retromarcia per cedere il passo all’altra. Inizia così un lungo, sfibrante duello a cui partecipano tutti gli abitanti della strada.
E’ una sorta di western mediterraneo, in cui si affrontano due donne, diverse per età e cultura, ma entrambe maltrattate dalla vita, piene di dolore e di rancore. La sofferenza comune, però, non le unisce, ma le mette una contro l’altra, in un duello che richiama un altro celebre duello al femminile, quello fra Joan Crawford e Mercedes McCambridge nel finale di “Johnny Guitar” di Nicolas Ray.
Allo spazio chiuso, teatrale del film americano corrisponde la scena angusta della strada palermitana, dove si consuma una sorta di tragedia greca, con le due antagoniste e il coro, formato da quanti assistono all’assurda contesa.
Emma Dante si rivela regista originale nella scelta del soggetto e dell’ambientazione della storia che trova il suo nucleo emotivo nel tema sotteso del rapporto difficile fra madre e figlia: non a caso l’anziana Samira è una madre che ha perso la figlia amata, mentre la sua antagonista ha da tempo rotto ogni contatto con la madre, soltanto per ricostruire la stessa situazione conflittuale con la sua più giovane compagna.
Inatteso e sorprendente è lo scioglimento del dramma, sottolineato da un canto corale, unico e altissimo momento musicale di un film altrimenti privo di colonna sonora. (Inform)