ITALIANI ALL’ESTERO
LUGANO – Il docufilm promosso dal Comites di Madrid “Utopia – Viaggi senza ritorno” è stato presentato a Lugano nell’ambito della giornata di formazione interna delle Acli Svizzera, confermandosi un’esperienza capace di intrecciare storia dell’emigrazione, progettazione culturale e senso di comunità. Grazie all’invito delle Acli Svizzera e del presidente nazionale Giuseppe Rauseo, il Comites di Madrid ha potuto proporre il docufilm a un pubblico attento e preparato, nel quadro di una giornata dedicata alla formazione dei nuovi dirigenti. A rappresentare il Comitato il presidente Andrea Lazzari. Accompagnato dal regista Pietro Mariani, accolti con grande partecipazione e coinvolti in un confronto ricco di spunti e riflessioni. L’incontro – riferisce la nota – ha evidenziato quanto oggi le iniziative sociali e assistenziali abbiano bisogno di strumenti concreti per crescere: crowdfunding, reti territoriali e progetti credibili in grado di coinvolgere sponsor, istituzioni e comunità locali. In questo contesto, “Utopia – Viaggi senza ritorno” è stato presentato come una buona pratica, capace di trasformare la memoria in un’occasione di partecipazione attiva e di riflessione condivisa. Mariani ha sottolineato come sia stato un vero onore vedere il docufilm accolto con interesse e riconoscimento da dirigenti e partecipanti, segno che la memoria migratoria continua a parlare al presente. Un messaggio che trova particolare forza proprio in Svizzera, uno dei Paesi europei in cui la presenza italiana ha lasciato un’impronta profonda e duratura. La Svizzera ospita infatti una delle comunità italiane più numerose d’Europa, con oltre 650.000 connazionali residenti, seconda solo alla Germania. Nel solo Canton Ticino vivono circa 120.000 italiani e ogni giorno più di 80.000 frontalieri attraversano la frontiera per lavorare, contribuendo in maniera decisiva al tessuto economico e sociale del territorio. Tra i momenti più significativi della giornata, la consegna del gagliardetto del Comites a Silvio Di Giulio, presidente del Comites di Lugano, insieme a una copia del libro di Pina Mafodda che ha ispirato il film. Un gesto simbolico che ha rafforzato il legame tra due realtà impegnate nella promozione della memoria, della cultura e del dialogo tra comunità italiane all’estero. Nel corso dell’incontro è emerso anche il tema, profondo e attuale, dell’identità migrante. Molti italiani in Svizzera sono oggi anche cittadini svizzeri e parte integrante del Paese. Eppure, soprattutto tra le seconde generazioni nate e cresciute sul territorio, resta viva una sensazione complessa: quella di sentirsi stranieri nella patria di nascita e, allo stesso tempo, stranieri nella patria d’origine familiare. Una condizione che racconta appartenenze multiple, radici intrecciate e un’Italia che continua a vivere nella memoria e nell’esperienza quotidiana, anche lontano dai suoi confini.
In questo quadro, il Ticino si conferma uno spazio speciale: un luogo in cui la lingua italiana, la segnaletica, la vita culturale e il paesaggio quotidiano restituiscono un senso di familiarità che rende particolarmente intensa l’esperienza di chi vive da anni lontano dall’Italia. È anche per questo che la tappa di Lugano ha assunto un valore che va oltre la semplice proiezione, trasformandosi in un momento di riconoscimento reciproco e condivisione. Nel suo intervento introduttivo, Andrea Lazzari ha ricordato che la realizzazione del docufilm è stata resa possibile dal volontariato di molte persone e dallo sforzo economico non solo del MAECI, ma anche di diversi Comuni italiani, oltre che dal sostegno del Comune spagnolo di La Línea de la Concepción e della Diputación de Cádiz. Il viaggio di “Utopia – Viaggi senza ritorno” continua dunque con nuove tappe e nuovi incontri, e il Comites di Madrid guarda con orgoglio a un progetto che continua a generare memoria, dialogo e partecipazione. (Inform)