ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – L’Assemblea plenaria del Cgie ha approvato a maggioranza un ordine del giorno contenente proposte per rendere più sicuro l’attuale sistema di voto all’estero per le elezioni politiche e referendarie, nonché per riaffermare l’assoluta centralità del diritto di voto per i cittadini italiani residenti all’estero e garantirne i principi costituzionali di personalità, libertà, uguaglianza e segretezza. Il documento, che si chiede venga sottoposto all’immediata attenzione dei deputati e senatori, nonché delle commissioni parlamentari preposte, è stato presentato dalla III Commissione tematica e approvato a seguito di un dibattito cui hanno fornito il proprio contributo Saverio D’Auria, professore di fisica sperimentale all’Università di Milano e volontario ai seggi della circoscrizione estera da molti anni, e Stefano Quintarelli, padre dello SPID e autore di uno studio sulla geolocalizzazione degli italiani all’estero e le opportunità di voto. Nel corso del dibattito la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi ha sottolineato come il miglioramento del sistema di voto all’estero passi dalla ricerca di equilibrio tra il bisogno sicurezza i costi necessari. Prodi ha anche sottolineato l’importanza di utilizzare al meglio gli spunti emersi durante il dibattito. Filippo Ciavaglia (Presidente della III Commissione), ha illustrato all’Assemblea, insieme al Consigliere Carmignani (Segretario della III Commissione) il lavoro svolto e il documento elaborato dalla Commissione Diritti Civili, Politici e Partecipazione. (Per il testo vedi Inform Assemblea Plenaria Cgie, approvato un Ordine del giorno per la messa in sicurezza del voto all’estero | www.comunicazioneinform.it)
A seguire ha preso la parola Giuseppe Stabile (Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord), che ha rilevato l’importanza di comunicare e di coordinarsi con il Parlamento e le istituzioni prima di prendere da parte del Cgie delle decisioni sui temi della messa in sicurezza del voto all’estero. Ha poi preso la parola il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, che ha sottolineato come ad oggi non esista una ricetta certa per il voto all’estero, ma che in ogni caso la messa in sicurezza del suffragio sia ormai improcrastinabile. Il deputato, dopo aver auspicato un lavoro bipartisan e un confronto serio su questo tema in Parlamento che porti a una proposta di riforma entro l’anno, ha ipotizzato la creazione di un sistema misto di voto per corrispondenza e presso i seggi. Per Porta inoltre la riforma del voto all’estero rappresenta un obbligo morale rispetto agli italiani del mondo, rispetto all’importante conquista del voto e rispetto ai nostri organismi di rappresentanza che la chiedono. Il deputato ha anche auspicato la stesura di una relazione sul voto all’estero per le Giunte delle Elezioni dei due rami del Parlamento. Anche il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Di Giuseppe, eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, ha sottolineato la necessità di realizzare la al più presto la riforma del voto all’estero. Di Giuseppe sì anche detto d’accordo con il Consigliere Stabile sul fatto che la politica doveva essere messa al corrente prima dal Cgie per lavorare insieme su un obiettivo condiviso come quello del voto. Il deputato ha inoltre auspicato, visto che le scelte sono fatte dalla politica e dal governo, che il Cgie adotti una diversa strategia di lavoro. Per Di Giuseppe sarà comunque difficile che il voto per corrispondenza rimanga per la prossima legislatura. Al deputato ha risposto la Segretaria Generale Prodi ricordando che il Cgie aveva scritto ai vari gruppi parlamentari per discutere insieme su questo argomento. Ha poi preso la parola il deputato del Pd Toni Ricciardi, eletto nella ripartizione Europa, che ha rilevato come questa complessa discussione sul voto sia sinonimo di democrazia. Per Ricciardi appare inoltre importante avere assicurazioni sul fatto che vi siano adeguate risorse per l’espletamento del diritto fondamentale del voto all’etero. Il deputato ha anche ricordato come il Cgie su questa materia con il suo lavoro stia rispondendo alle sollecitazioni del Sottosegretario. Ricciardi poi sottolineato l’esigenza di risolvere il problema dell’allineamento dei dati fra Aire e l’Anagrafe consolare. A seguire è intervenuto il senatore del Pd Francesco Giacobbe, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, che ha sottolineato come il Cgie abbia fra i suoi compiti proprio quello di presentare le proprie idee alla politica. Anche il senatore ha ribadito la necessità di allineare le liste anagrafiche del Ministero dell’Interno con quelle consolari, magari anche incrociando i dati previdenziali dell’Inps. Giacobbe ha infine segnalato che lavorerà per modificare gli aspetti negativi della nuova legge sulla cittadinanza e per trovare le risorse necessarie per applicare alcuni cambiamenti introdotti dalla norma. Della necessità di aprire un confronto sulla riforma del voto all’estero con le competenti Commissioni parlamentari ha parlato la Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei Silvana Mangione che ha però precisato che il dialogo per funzionare deve essere fatto in due. Per Magione, al fine di arrivare a risultati concreti, serve comunque il lavoro di tutti. Da ricordare anche l’intervento di Ricardo Merlo, membro del Comitato di presidenza, che ha evidenziato come non si possa votare un’altra volta con l’attuale sistema postale. Per Merlo la riforma migliore sarebbe quella di porre in essere un sistema di voto misto dove l’elettore possa esprimersi presso i seggi o , in alternativa, votare per corrispondenza, ma solo con l’adozione dell’opzione inversa di voto. Dal canto suo Mariano Gazzola (Vicesegretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord) si è detto d’accordo con i contenuti della proposta della III Commissione sulla sicurezza del sistema di voto. Gazzola ha anche condiviso l’idea di rapportarsi con le istituzioni, prima di arrivare ad una proposta conclusiva. Il Vicesegretario ha poi rilevato come la metodologia del voto al seggio potrebbe funzionare, prevedendo però, per chi è impossibilitato di recarsi al seggio la disponibilità a votare per corrispondenza o in altri modi. È poi intervenuto Gianluca Lodetti (Vicesegretario Generale di Nomina governativa). “Noi abbiamo riflettuto sui problemi, che il sistema attuale del voto presenta – ha spiegato Lodetti – e quindi siamo chiamati a presentare delle proposte che possono essere adottate dalla politica. Abbiamo anche messo in evidenza come le difficoltà possano essere risolte”. Lodetti ha parlato dell’importanza di condividere questo documento con il Parlamento, rilevando che l’opzione dei seggi sarà seriamente valutata così come quella del voto in forma telematica. Ha poi ripreso la parola il Vice Segretario Stabile che ha sottolineato : “La problematica legata ai seggi presso le sedi consolari è quella della mancanza di organico, magari si può fare una richiesta di incremento del personale durante il periodo elettorale”. Stabile ha infine chiesto di aggiungere nel testo dell’elaborato una “richiesta specifica e formale a sollecitare il parlamento su una proposta di modifica del voto”. Ha poi preso la parola la Consigliera Monica Spadafora (Olanda), che ha spiegato di essere a favore del voto presso i seggi, ed ha richiesto che il voto per corrispondenza venga scrutinato presso le sedi consolari, nel caso in cui si attuasse la formula elettorale dei seggi. La Consigliera Silvia Alciati (Brasile), ha chiesto di prendere provvedimenti per evitare che i plichi vengano consegnati anche alle persone decedute. Nel suo intervento il consigliere Giangi Cretti (Svizzera) ha ricordato che il Cgie ha il compito di collegare il mondo degli italiani all’estero con le istituzioni, presentando delle proposte al Parlamento, che a volte vengono accettate ed a volte no. Cretti ha rilevato come il sogno di molti componenti del Cgie sia quello di poter votare presso i seggi, ma il problema è quello della mancanza di fondi per sostenere questa tipologia di voto, anche se riforma per il voto all’estero appare quantomai necessaria. “Voglio sperare – ha concluso la Segretaria Generale Prodi – che tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi giorni, abbia chiarito a chiunque che in qualsiasi caso debba essere richiesto su queste materie un parere a Cgie che è obbligatorio” . Dopo la votazione del documento sul voto , l’Assemblea ha approvato l’istituzione di premio internazionale intitolato a Michele Schiavone. (Lorenzo Morgia – Inform)