ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO
ROMA – Il deputato eletto nella ripartizione America meridionale Fabio Porta (Pd) ha siglato a Valparaiso (Cile) insieme a duecento parlamentari di tutto il mondo il “Patto globale contro la fame e la malnutrizione”.
Il patto – segnala Porta in una nota diffusa in proposito – è sottoscritto al termine del Summit mondiale organizzato in collaborazione con la FAO da deputati e senatori provenienti da tutti i continenti, e li impegna “a lavorare per una transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili, inclusivi, equi, resilienti e mirati alla realizzazione del diritto ad una alimentazione adeguata per tutti”.
Il patto – scrive Porta – impegnerà i Parlamenti a promuovere nuove leggi e ad aggiornare le esistenti, favorendo una adeguata allocazione di poste di bilancio a favore della lotta alla fame e alla malnutrizione e di politiche orientate alla sicurezza e alla educazione alimentare.
L’accordo di Valparaiso mira a promuovere e rafforzare la collaborazione tra Parlamenti e ‘stakeholders’ (mondo accademico, società civile, comunità scientifica, settore privato) per incoraggiare lo scambio delle migliori esperienze e unire le forze. Per raggiungere tali finalità i parlamentari chiedono inoltre alla FAO “di prestare assistenza nello sviluppo di strumenti tecnici per sostenere l’implementazione del Patto”.
Un prossimo Summit per verificare i risultati raggiunti e programmare nuove iniziative sarà convocato entro il 2026; il pre-vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari si terrà invece a Roma il prossimo 26-28 luglio e anche in quella sede saranno presentati i contenuti e le richieste del “Patto di Valparaiso”.
Secondo Porta, delegato della Camera dei Deputati al Summit, “la lotta alla fame e alla malnutrizione è ormai diventata una emergenza assoluta, aggravata dal cambiamento climatico e dal moltiplicarsi dei conflitti in varie parti del mondo. Sicurezza alimentare e crescita sostenibile dovranno essere centrali nell’agenda politica di tutti i governi e da ciò deriva la responsabilità centrale dei Parlamenti come rappresentanti di popoli e nazioni”. (Inform)