direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il coordinatore del Maie Pietro Cappelli (San Gallo) sugli sbarchi di migranti sulle nostre coste

MOVIMENTI POLITICI

“La Sicilia non può essere lasciata sola”

SAN GALLO – Pietro Cappelli, coordinatore del Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie) a San Gallo, in Svizzera, interviene sul tema dell’immigrazione che riguarda da vicino l’Italia e la Sicilia, sua terra d’origine. “Arrivano dai Paesi africani e dal Medio Oriente, fuggono dalla fame e dalla guerra, ma sono tanti, troppi, e un esodo così massiccio non può essere gestito dai piccoli Comuni pure accoglienti e generosi che costituiscono il primo approdo dopo la traversata della speranza e della disperazione. La Sicilia – afferma Cappelli – trabocca di umanità dolente e non ha più posto nemmeno per le bare depositate sui moli; i sindaci lanciano continui Sos inascoltati, mentre il governo annaspa nella ricerca di soluzioni”.

Il coordinatore evidenzia in particolare l’assenza dell’Europa su questo fronte e sollecita un ripensamento di Mare Nostrum, affinché l’operazione divenga “un programma politico di largo respiro, con tanto di condivisione dei doveri e di partecipazione agli oneri derivanti dalle mille problematiche di una emigrazione di proporzioni bibliche”.

“Tutti devono capire che non si tratta di fenomeni emergenziali, perché –prosegue – le condizioni politiche dei Paesi africani e mediorientali lasciano piuttosto intravedere un aumento scontato della fuga di massa nel prossimo futuro: necessitano interventi strutturali e precisi patti con la Libia che alleggeriscano l’impatto sui Paesi mediterranei; necessitano altre navi e altri operatori umanitari di altri Stati europei che garantiscano l’accoglienza e lo smistamento ordinato sulla base di leggi comunitarie. La Sicilia non può essere lasciata sola, e non basta il governo italiano a garantire supporto logistico e finanziamenti infiniti”.

Cappelli lancia quindi un appello al premier italiano Matteo Renzi, affinché “parli chiaro in Europa e faccia sentire tutta l’urgenza di decisioni non più rinviabili”. “Salvare vite umane è un dovere morale universale – sottolinea l’esponente del Maie, ribadendo come sia “dovere politico” di tutta l’Unione Europea gestire la frontiera meridionale del continente. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform