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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Comites di Israele chiede di unire la collettività italiana presente in loco in un unico ufficio elettorale, come nelle precedenti elezioni

ITALIANI ALL’ESTERO

In vista del rinnovo dei Comites previsto il 19 dicembre

Sarebbe a rischio la partecipazione al voto dei connazionali iscritti presso il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme

 

GERUSALEMME – Il Comites di Israele afferma in una nota che i connazionali iscritti presso il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme potrebbero essere esclusi dal voto per il rinnovo dei Comites, previsto il prossimo 19 dicembre. Voteranno invece gli 11.000 italiani iscritti presso la Cancelleria consolare dell’Ambasciata d’Italia A Tel Aviv.

Gli iscritti presso il Consolato generale di Gerusalemme non arriverebbero al numero minimo previsto per il voto, situazione all’incirca analoga a quella in cui si svolsero le elezioni precedenti. Ma allora – si legge nella nota diffusa dal Comites – il Ministero degli Affari Esteri permise di unire le collettività di Israele in un unico ufficio elettorale. Tutti i connazionali concorsero così all’elezione di un unico Comites, operante e attivo sino ad oggi. Tra i fattori segnalati dalla nota anche il fatto che Gerusalemme e il suo circondario, non essendo riconosciuti dall’Italia come parte integrante dello Stato d’Israele, sia considerata “circoscrizione autonoma”.

Il Comites aveva già presentato richiesta alle autorità diplomatiche italiane di procedere come nelle ultime elezioni, richiesta che sarebbe stata rifiutata sulla base di considerazioni di carattere amministrativo. Motivazioni che invece per il Comites potrebbero essere di natura politica, basate ad esempio sul timore che il far votare gli italiani di Gerusalemme con quelli di Tel Aviv possa essere interpretato come un riconoscimento ufficiale di Gerusalemme nell’ambito dello Stato di Israele.

Nella nota viene inoltre segnalato come ben sette su dodici componenti l’attuale Comites siano di Gerusalemme, gruppo che viene definito “trainante, apolitico e in alcun modo collegato a partiti politici italiani e/o israeliani”; si fa presente inoltre che la distanza tra Gerusalemme e Tel Aviv è di soli 58 chilometri; e che escludendo gli iscritti a Gerusalemme resterebbero esclusi anche suore e sacerdoti italiani presso il monastero di Beit Jamal e il convento di Latrun.

Sono previsti nei prossimi giorni – fa sapere il Comites – incontri a questo proposito con l’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv, Francesco Maria Talò, e con il console generale d’Italia a Gerusalemme, Davide La Cecilia. Nel frattempo, alcuni componenti dell’attuale direttivo del Comites e tra questi anche alcuni di quelli iscritti al Consolato di Tel Aviv – si legge nella nota – hanno minacciato di dimettersi.

Il Comites si augura comunque che sia ancora possibile adottare la soluzione già praticata dieci anni fa. Previsti a questo riguardo anche contatti con i parlamentari della ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, Marco Fedi e Francesco Giacobbe, e con il rappresentante dell’area al Cgie, Massimo Romagnoli. (Inform)

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