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Il Cir commenta il Rapporto della Commissione Europea sul Progresso nell’Attuazione dell’Agenda europea Migrazioni del 10 febbraio 2016

RIFUGIATI

“Si insiste su risposte che già si sono rivelate ampiamente inefficaci, non una parola né sul dramma che decine di migliaia di richiedenti asilo continuano a vivere, in particolare in Grecia e nei Balcani occidentali”

 

ROMA – “Il CIR è molto deluso dal documento presentato dalla Commissione Europea. Di fronte alla più grande crisi di rifugiati in Europa da 65 anni la Commissione insiste su risposte che già si sono rivelate ampiamente inefficaci, e non spende una parola né sul dramma che decine di migliaia di richiedenti asilo continuano a vivere, in particolare in Grecia e nei Balcani occidentali, né sul perpetuarsi delle tragedie nel Mediterraneo, che solo nel mese di gennaio 2016 sono costate almeno 368 vite umane, tra cui un crescente numero di bambini. Nessuna delle misure proposte dalla Commissione appare utile a prevenire il ripetersi di queste tragedie e a fornire una soluzione per le persone intrappolate tra una frontiera e l’altra all’interno del continente”. Inizia così la nota il Consiglio Italiano per i Rifugiati.

“Quando ormai tutto il mondo ha riconosciuto che il Sistema Dublino non funziona e non potrà funzionare, – continua il comunicato – la Commissione propone addirittura il ripristino del trasferimento di richiedenti asilo in Grecia,  paese dal quale è previsto, allo stesso tempo, il ricollocamento verso altri Stati membri!,  e, in generale,  insiste sulla dottrina di ‘far funzionare il sistema’, in ovvia contraddizione con il fine di arrivare a una più equa distribuzione dei richiedenti asilo tra gli Stati. Per quanto riguarda il ‘Progress Report Italy’, – prosegue il Cir – la Commissione insiste sull’uso della forza fisica per costringere le persone a farsi identificare, misura di dubbia costituzionalità; propone un più lungo periodo di detenzione amministrativa, che invece il Parlamento italiano non molto tempo fa aveva deciso di ridurre, consapevole del fatto comprovato che l’allungarsi della detenzione non incide sul numero di rimpatri effettuati. Allo stesso tempo, la Commissione non menziona il fatto che il finanziamento per un ritorno volontario assistito è ormai bloccato da molti mesi”. Il Cir segnala inoltre come la Commissione, senza far menzione dei rapporti sulla mancanza di informazione  fornita alle persone sbarcate e all’interno degli Hot Spot, marchi  come ‘progresso’ il fatto che sono stati elaborati e distribuiti fogli informativi”.

“La Commissione lamenta – si legge infine nella nota – che l’Italia non rimpatria un numero sufficiente di cittadini stranieri, per esempio in Egitto e Nigeria. La Commissione lamenta inoltre che il ricollocamento procede troppo lentamente, senza però cercare di identificare i veri nodi della misura come la limitazione a poche nazionalità di richiedenti asilo e il fatto che i legami della persona con un determinato paese non vengono sistematicamente presi in considerazione. Infine, nel rapporto della Commissione, nessuna menzione viene fatta al ruolo dell’UNHCR né degli enti di tutela dei rifugiati. (Inform)

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