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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il capo dello Stato alla seduta solenne di Strasburgo

PARLAMENTO EUROPEO

 

Napolitano: “La costruzione europea ha ormai fondamenta talmente profonde che nulla può farci tornare indietro”

“Elezioni europee,momento della verità” . “Non regge più la politica di austerità a ogni costo”

 

ROMA – “La costruzione europea ha ormai delle fondamenta talmente profonde, che si è creata un’interconnessione e compenetrazione così radicata tra le nostre società, tra le nostre istituzioni, tra le forze sociali, i cittadini e i giovani dei nostri paesi, che nulla può farci tornare indietro”. Così  il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenendo oggi, a Strasburgo, alla seduta solenne del Parlamento europeo.

Ma “mai come oggi  –  ha detto Napolitano nel corso del suo intervento – è stata messa in questione la prosecuzione del cammino intrapreso in Europa. Questo è oggi il contesto alla vigilia delle elezioni europee” che vanno considerate “come un momento di verità da affrontare fino in fondo”. Anche perché sono “evidenti le ragioni del disincanto” dei cittadini  a causa del “peggioramento delle condizioni di vita e dello status sociale che ha investito gli stati membri e dell’Eurozona, con un aumento della disoccupazione e un’impennata drammatica di quella giovanile”. Per questo il “rilancio dell’occupazione” deve essere una priorità. 

“Non regge più la politica di austerità a ogni costo”, che è stata la “risposta prevalente alla crisi in zona euro” ha anche detto Napolitano avvertendo che “la svolta che oggi si auspica non può andare verso la scelta irresponsabile e demagogica di debiti e deficit eccessivi, ma riflettere sulla consapevolezza di un circolo vizioso ormai insorto tra politiche restrittive nel campo della finanza pubblica e arretramento delle economie europee”.

Il presidente della Repubblica ha ricordato che l’Italia “ ha compiuto in questi anni rilevanti sforzi e sacrifici, essendo bersaglio di forte pressione sui mercati finanziari per il livello degli interessi sull’ingente debito pubblico accumulato nei decenni precedenti”. E, ha aggiunto “nemmeno il netto miglioramento, sotto questo profilo, raggiunto nel corso del 2013, può spingerci a desistere dall’impegno di progressiva sostanziale riduzione del debito, un pesante fardello che non può essere caricato dalla classe dirigente nazionale sulle spalle delle giovani generazioni”. (Inform)

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