direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il 5 giugno, convegno “Sicurezza nei cantieri. Da Mattmark ai giorni nostri”

ASSOCIAZIONI

“Bellunesi nel Mondo” per il 50° della tragedia

 

BELLUNO – Continuano gli eventi organizzati dall’Associazione Bellunesi nel Mondo per il 50° della sciagura di Mattmark. I prossimi appuntamenti sono già fissati nelle date del 5 e del 13 giugno.

Venerdì 5 giugno, alle ore 18, presso la Sala Bianchi di Belluno (viale Fantuzzi, di fronte all’Inps) si terrà un convegno dal titolo “Sicurezza nei cantieri. Da Mattmark ai giorni nostri”. Relatori Gianni Da Deppo, superstite di questa tragedia e l’ing. Nicola Canal che illustrerà lo sviluppo della sicurezza nei cantieri dagli anni ’60 fino ai giorni nostri.

A Domegge di Cadore, sabato 13 giugno alle ore 20.30 presso la Sala San Giorgio, si esibirà il pianista Paolo Fornasier con il concerto “Paolo Fornasier interpreta Mattmark”. Saranno due ore di musica e immagini in omaggio alle vittime di questa tragedia che ha scosso l’intera provincia di Belluno e tutta l’Italia. Entrambi gli eventi sono a ingresso libero.

«La memoria è necessaria, dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare». Erano circa le 17 e 15 del 30 agosto 1965, quando un’enorme massa di ghiaccio e roccia si staccò all’improvviso dal ghiacciaio Allalin, franando rovinosamente sul sottostante cantiere allestito per la costruzione della diga di Mattmark.

«I morti sono quasi cento», riportarono il giorno successivo i principali quotidiani svizzeri e italiani, «i soccorritori scavano minacciati dal pericolo di nuove valanghe, ma non c’è più nessuna speranza.» Sono passati ormai cinquant’anni da quella sciagura che, nelle fredde montagne del Vallese, troncò la vita di 88 lavoratori e sconvolse quella di centinaia di loro famigliari, colleghi e amici, costretti a convivere con il dolore e la sofferenza che una perdita così insensata e tragica provoca. Da questo punto di vista, è importante il monito di Mario Rigoni Stern riportato all’inizio, perché Mattmark, che come tante altre tragedie del lavoro ci pone ancora di fronte, in maniera così netta, a tanti interrogativi, non va dimenticato.

Non va dimenticato perché racchiude in sé tante cose. L’assurdità, sempre e comunque, della morte sul lavoro, la sofferenza dell’emigrazione, il sacrificio degli immigrati in terra straniera, così spesso indispensabili eppure troppo spesso maltrattati, ieri come oggi. Ma anche l’orgoglio degli umili, di coloro che, nel silenzio, con la loro fatica, con la loro forza di volontà, hanno saputo realizzare grandi cose e pertanto meritano di non essere lasciati cadere nell’oblio.

Non va dimenticato perché le sue vicende, anche rispetto a quanto accaduto dopo la tragedia, ci devono far pensare all’attualità, ad una situazione in cui sul lavoro si muore ancora. Dimenticare significherebbe non voler comprendere, quindi rassegnarsi e non voler agire affinché catastrofi come quella di Mattmark non accadano più. Oltre a tutto ciò, ricordare è soprattutto giusto. Giusto per quanti senza colpe, cercando migliori condizioni di vita, hanno trovato la morte.

Giusto perché è doveroso commemorare le tante storie di vita di cui Mattmark brulicava, tutte diverse, ma accomunate da progetti, desideri, speranze, difficoltà, nostalgia e fatica, e rendere loro onore.

E giusto anche perché quanto accaduto non venga cancellato e nascosto dietro a una sentenza (tutti gli imputati assolti e i famigliari delle vittime costretti a sostenere metà delle spese processuali) che ha voluto seppellire, oltre ai morti, anche la verità. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform