direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il 27 e il 28 ottobre all’Università di Roma La Sapienza Paesaggio linguistico della migrazione. Un percorso tra lingue, teorie e modelli

 

 

 

ROMA – Migrazioni di ieri e di oggi, analisi dei paesaggi linguistici, rappresentazione dell’alterità e impatto dei media saranno i focus del Workshop internazionale organizzato dall’Università di Roma La Sapienza in collaborazione con EdiSo Asociación de Estudios sobre Discurso y Sociedad nei giorni 27 e 28 ottobre (Rettorato-Sala Organi Collegiali, piazzale Aldo Moro, 5) a cui parteciperanno esperti e studiosi per un confronto multidisciplinare sulle sfide poste dalla contemporaneità.

Ad aprire i lavori introducendo le prospettive di riflessione – giornalismo, cinema, letteratura, antropologia, medicina – il rettore Eugenio Gaudio, Mario Morcellini, prorettore alle Comunicazioni istituzionali, che affronterà gli aspetti legati alla Sapienza, tra internazionalizzazione e nuove migrazioni, Raffaella Messinetti, preside Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione, Luca Scuccimarra, direttore Dipartimento di Scienze Politiche, il prefetto Mario Morcone, capo Dipartimento Libertà civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno (Programma: https://news.uniroma1.it/sites/default/files/_apm_files/LocandinaPL2016-2.pdf )

“La categoria ‘Paesaggio’ racchiude rappresentazioni e significati tangibili, simbolici e storici strettamente legati alle rappresentazioni sociali e alle identità collettive – spiega Laura Mariottini, coordinatrice scientifica del convegno, professore aggregato di Lingua e Traduzione spagnola del Dipartimento di Scienze Politiche della Sapienza -. Per tale motivo, la sua lettura è centrale per l’ampio ventaglio delle scienze umane e sociali. L’obiettivo delle due giornate è esaminare sia le linee teoriche sia i nuovi approcci metodologici, inserendoli in contesti di ricerca e applicazione diversi, nei quali tale paradigma può risultare pertinente e rilevante per la lettura e l’interpretazione delle città contemporanee. La lingua – conclude Mariottini – gioca un ruolo centrale: in quanto specchio delle dinamiche globali, è un indicatore importante dei processi di cambiamento che connotano le sfide della contemporaneità”.
Tra gli interventi, la giornalista e studiosa di migrazioni Tiziana Grassi, direttore del “Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo”(SER ItaliAteneo-Fondazione Migrantes) – opera realizzata con il contributo scientifico di Mario Morcellini e dei ricercatori del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza – affronterà costanti e variabili delle vecchie e nuove mobilità che intersecano identità e codici linguistici nel difficile processo di costruzione di nuove territorialità, tra cultura di origine e di adozione.

“La lingua conferisce identità – osserva Grassi – ma è messa a dura prova nello sradicamento, nei processi adattivi che ieri come oggi il migrante è costretto ad elaborare nei contesti di arrivo, spesso ostili. Lo sguardo d’insieme sui fenomeni migratori evidenzia un’altra prospettiva su cui è necessario fermarsi a riflettere, come da molti anni peraltro indicano gli studi e le ricerche di Morcellini e del suo Dipartimento, insieme alle issues di questo convegno, ovvero la dimensione della narrazione e della rappresentazione mediatica della persona migrante. Un racconto che, ieri come oggi, già a partire dal lessico rivela costanti e criticità spesso legate a stereotipi e pregiudizi, a sommarie e fuorvianti generalizzazioni sull’altro che generano allarmismi, e pensiamo all’uso improprio – alla luce del reale numero dei flussi migratori in arrivo o transito nel nostro Paese –  del termine ‘invasione’. Che non c’è. Un titolo emergenziale ad effetto può alimentare irrazionali paure e strumentali resistenze nel sentire collettivo, mentre le implosioni fatte di muri e filo spinato a cui oggi assistiamo necessitano con urgenza di sguardi più amplianti, di approfondimenti e soprattutto di continuità che non si fermi alla notiziabilità del qui e ora, del solo arrivo dei migranti sulle nostre coste. I media, con la loro narrazione che concorre a delineare i paesaggi linguistici, mentali e cognitivi, possono accompagnare i cambiamenti storici e sociali in corso aprendo finestre e consapevolezze sulla complessificazione del nostro tempo e le sue multiformi istanze”. (Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform