STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
“Il Tempo d’oggi”, gennaio 2017, Mar del Plata, Argentina
Dario Cortese nuovo Console d’Italia a Mar del Plata
Quando cominciamo a camminare verso un uovo sentiero lo facciamo con molta grinta. Ci carichiamo di forze per combattere quello che verrà.
Anche la collettività italiana passerà un nuovo anno nel quale, speriamo, possano sviluppare quei progetti che molte volte abbiamo sentito parlare però… mai si formalizzano o si portano alla conclusione.
La situazione delle associazioni è un tema “urgente” da risolvere. Si dovranno spendere i mezzi necessari, con il nuovo arrivo del Console, con le diverse entità e organizzazioni della collettività, per ottenere l’avvicinamento dei giovani e la partecipazione della vita istituzionale. E’ vero che si devono promuovere nuove idee ed un nuovo concetto associativo, per far così che “il sangue nuovo” possa essere la cosa che faccia rinascere le istituzioni e dopo dovrà essere quella che segua nel tempo.
Chissà sia il momento per chiamare seriamente a tutti i dirigenti, specialisti, sociologi, persone vicine alle ONG per così dare un aiuto, un’analisi profonda della nostra collettività, tanto dal punto di vista della fortezza che della debolezza, per così riuscire a far avvicinare i giovani alle associazioni italiane e così anche dargli una spinta per entrare nella comunità marplatense.
L’arrivo del nuovo Console, Dott. Dario Cortese, un uomo giovane e chissà con un’altra visione “dell’italianità oltreoceano” possa collaborare, possa dare il suo parere ed infine che possa trovare il cammino per rappresentarci nei diversi settori che conformano la nostra città, dal campo produttivo al campo del business, nell’industriale, politico e soprattutto sociale che è vincolo con le associazioni italiane.
Un nuovo anno porta sempre nuove opportunità che speriamo non siano sprecate. Ci sono dirigenti che vogliono formalizzare diverse idee per “far vedere” l’Italia alla città e ai turisti. Speriamo che tutti vogliano partecipare di questa iniziativa e si possa generare questa grande mostra di italianità che sappiamo per i numeri che Mar del Plata ha.
Speriamo che la gente che si avvicina con nuove idee alle istituzioni non si scoraggi e continuino con le loro proposte e le presentino a che corrisponde, anche se a volte gli mettano “inciampi nei piedi” o il rifiuto costante da parte di alcuni dirigenti (non di tutti, ma di molti).
Le entità ed i dirigenti devono appoggiare quello che i loro fratelli propongono e diffondere le attività come se fossero proprie, seguire l’affetto dell’italianità che può superare ogni ostacolo.
Ognuno ha la sua Regione che batte con forza nel cuore, questo fa che un italiano del sud sia diverso da uno del nord o del centro (né migliore né peggiore, diversi per la cultura degli antepassati, le diverse forme del suo DNA). Però non dobbiamo dimenticare che siamo tutti italiani (crediamo che è questo quello che vogliono vedere o sentire a “oltreoceano”),
Questo nuovo anno ci darà la possibilità che i “vecchi dirigenti”, che tanto hanno fatto con la fondazione delle “loro” entità e tanto hanno lavorato per il sostegno della italianità, anche dovranno capire che i giovani vengono preceduti dalla parola “argentino”, che per la sua naturalezza hanno un concetto diverso da quello che è Italia e di sicuro vorranno delle entità con qualcosa di diverso.
Tutto non passa per la parte economica perché noi tutti, italiani e discendenti, sappiamo molto bene che la nostra economia è basata nel lavoro, nel risparmio e nella famiglia. Questo è quello che hanno fatto grandi le associazioni.
Il nuovo Console dovrà essere il “leader spirituale ed il riferimento” della collettività nella quale dovrà dare tutta la forza comunitaria per ridare tutta la italianità che ha avuto e che ancora ha (per adesso nascosta) Mar del Plata, facendo ed appoggiando attività ed eventi che “raggruppino” tutte le entità.
Il 2017 ci propone un mucchio di nuove e vecchie sfide, speriamo poter superare e vincere la battaglia. (Il Trmpo d’oggi, gennaio 2017 /Inform)