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Il 10 febbraio all’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo l’inaugurazione della mostra “Una direzione in un andare”

MOSTRE

L’esposizione di Angiola Gatti rimarrà aperta fino al 31 marzo 2017

 

AMBURGO –  Verrà inaugurata venerdì, 10 febbraio 2017 alle ore 19 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo la mostra di Angiola Gatti, che sarà presente all’evento, intitolata “Una direzione in un andare”, come il volume monografico pubblicato nel 2011 che presenta le opere dell’artista dal 1994 ad oggi. La mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura rimarrà aperta fino al 31 marzo 2017.

Una direzione in un andare, tra luce e buio, tensione verso la trascendenza e amore per il mondo, la sua bellezza e innumerevoli immagini. Le grandi tele disegnate a biro, con un po’ di matita, si pongono al confine tra due modalità espressive: il disegno e la pittura. Anche i bordi sono importanti, i segni attraversano la superficie, ma vengono da più lontano e vanno oltre. L’artista lavora in verticale con un ritmo a volte regolare e cadenzato, a volte più rapido; ci sono delle soste, delle riprese, delle improvvise esuberanze, a volte i gesti sono più ampi. C’è un movimento, un avvicinarsi alla tela e un distanziarsi a cogliere la struttura, le proporzioni, ci sono degli elementi contemplativi. C’è il tempo. Una grande tela, lavorata con dei tratti così sottili, ne richiede naturalmente molto per essere realizzata; segni e materia si stratificano e anche pensieri, stati d’ animo, diversi momenti e condizioni di luce. Ci sono zone di particolare intensità, ma anche aperture sempre nuove, inaspettate prospettive.

L’artista ha iniziato ad usare le biro all’inizio degli anni novanta su fogli del comune formato A4 e continua ad amare anche questa dimensione piccola, più immediata e ad usare normalmente una carta che, quando il disegno è molto denso, diventa leggermente tridimensionale. In mostra sono presenti per la prima volta anche lavori realizzati in modo nuovo, fotografie di composizioni di pezzi di vetro, metallo, creta posti su un piano. Gli elementi di queste composizioni, in parte trovati, sono assemblati senza collante e riutilizzati. Sono quindi composizioni effimere di cui rimane la traccia fotografica. In fotografia la scala, che nella realtà fisica è modesta, può essere immaginata anche molto grande.

Angiola Gatti ha studiato pittura e filosofia. Negli ultimi anni ha esposto nelle gallerie Stuart Shave Modern Art di Londra, Ryan Lee di New York, Car drde di Bologna e al museo Ettore Fico di Torino. I suoi lavori sono presenti in molte collezioni private e al Frac Auvergne, Clermont Ferrand. Su di lei è stato scritto su Artnews, Artforum, Tema Celeste, Gulf Coast, Mousse, Inveroart e nel recente libro di Trent Morse “Ballpoint Art”. (Inform)

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