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Ieri la cerimonia di consegna del premio alla Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari (ICAN)

PREMIO NOBEL PER LA PACE

Presente in rappresentanza dell’Associazione Italiana Medicina per la Prevenzione della Guerra Nucleare, affiliata di ICAN, Michele Di Paolantonio

 

OSLO – Si è svolta ieri la cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace 2017, assegnato alla alla Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari (ICAN).

Presente ad Oslo, in rappresentanza dell’Associazione Italiana Medicina per la Prevenzione della Guerra Nucleare, affiliata di ICAN, Michele Di Paolantonio, membro della delegazione che ha assistito in streaming alla cerimonia nei locali attigui alla Sala del Municipio.

A segnalare la presenza l’Ambasciata d’Italia ad Oslo, che ricorda come l’attività internazionale che ha portato alla Conferenza ed al Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari ed al Nobel per la Pace ad ICAN sia partita anche da una proposta fatta a Roma il 24 e 25 aprile 2010 al rappresentante del Comitato Internazionale della Croce Rossa/Mezza Luna Rossa dal rappresentante dell’Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare, nel corso di un working meeting del Segretariato dei Summit dei Premi Nobel per la Pace.

Alla fine dello stesso anno ICAN aprì un ufficio ad Oslo ed iniziò a lavorare alla campagna che è poi sfociata nel Trattato adottato alle Nazioni Unite nel luglio di quest’anno. L’iniziativa si è sviluppata dibattendo e diffondendo tra gli addetti i concetti scientifici fondanti l’impatto umanitario delle armi nucleari, cioè l’Inverno Nucleare e la Fame Nucleare: l’immissione di miliardi di tonnellate di polveri e fumi derivanti da esplosioni nucleari nella troposfera, schermando le radiazioni solari, abbasserebbero gravemente le temperature medie stagionali impedendo la stessa fotosintesi clorofilliana e quindi i raccolti. In una guerra nucleare, anche limitata e non su vasta scala, tutto ciò potrebbe causare la morte, nel breve-medio periodo, di circa due miliardi di persone anche nell’emisfero non direttamente colpito dalle esplosioni.

Per questo, alla conferenza stampa svoltasi prima della cerimonia e organizzata dal Comitato Nobel con ICAN, erano presenti, insieme a Beatrice Fihn, direttrice esecutiva di Ican, Setsuko Thurlow, sopravvissuta al bombardamento di Hiroshima, e Tilman Ruff, uno dei quattro co-presidenti mondiali dell’Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare (IPPNW). (Inform)

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