PARTITI
Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro
Presenteremo i nostri emendamenti, nell’interesse degli italiani all’estero trovare, pur nella netta distinzione delle posizioni, un cammino di dialogo
ROMA – In Parlamento è iniziato l’esame del bilancio preventivo per il 2019 e del bilancio triennale 2019-2021. Sul provvedimento intervengono i parlamentari del Pd eletti nella circoscrizione Estero Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro sottolineando come questa proposta del Governo, che viene contestata dall’Europa, favorisca la salita dello spread e interrompa la ripresa degli investimenti che i precedenti governi avevano avviato, dopo l’uscita dalla crisi.
Per quanto riguarda gli italiani all’estero i parlamentari del Pd rilevano: “Nell’immediato, l’ancoraggio determinato dai governi di centrosinistra nelle politiche che li riguardano consente una copertura fino al 2020, ma appena gli effetti del bilancio triennale del governo Gentiloni cessano, la musica cambia totalmente. Nel 2021, infatti, gli investimenti per l’internazionalizzazione promossi dal Ministero degli esteri precipitano di 13 milioni e quelli per la promozione culturale di 22. Un colpo, insomma, di 35 milioni che rischia di tramortire nella culla la strategia della promozione integrata del Sistema Italia all’estero, che la nostra amministrazione giustamente ha perseguito soprattutto per compensare la stagnazione interna.
Uno degli aspetti più preoccupanti – proseguono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro – è il mancato prolungamento, oltre il 2020, del Fondo per la promozione della lingua e cultura italiane nel mondo che con i suoi 150 milioni in quattro anni aveva consentito di ristorare voci di spesa ormai esangui (Dante Alighieri, Istituti di cultura, corsi di lingua, cattedre di italianistica, borse di studio, ecc.)”. Segnalata dai parlamentari Pd anche “ la scomparsa dei miglioramenti ottenuti in virtù dei nostri emendamenti dai loro organismi di rappresentanza – Comites e Cgie – rispettivamente di 1 milione e di 400 mila euro”. A cui si aggiunge la possibilità del dimezzamento o azzeramento dei contributi alla stampa italiana all’estero.
“In queste ore – concludono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro – stiamo presentando il nostro pacchetto di emendamenti, di cui daremo conto, e su di essi saremo fermi e determinati. Ma il nostro appello è che, nell’interesse degli italiani all’estero, si possa trovare, pur nella netta distinzione delle posizioni, un cammino di dialogo e di comune responsabilità”. (Inform)