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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

I parlamentari Pd eletti in Europa Garavini, Schirò e Ungaro su Reddito e Pensione di cittadinanza

ITALIANI ALL’ESTERO

Un decreto che esclude dai benefici previsti i nostri emigrati

ROMA – In  una nota congiunta i parlamentari del Pd eletti in Europa Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro segnalano alcuni aspetti del decreto sul Reddito e sulle Pensione di cittadinanza per quanto riguarda la ricaduta del provvedimento sui connazionali residenti nella  circoscrizione Estero.

Per i parlamentari un esempio della mancanza di attenzione verso le nostre comunità all’estero è rappresentato “dal vincolo –

dei 10 anni di residenza di cui gli ultimi due continuativi al momento della presentazione della domanda – necessario per ottenere il reddito e la pensione di cittadinanza. Si tratta di un requisito che esclude dai benefici previsti tutti i nostri emigrati, sia se risiedano all’estero sia se intendano tornare in Italia. Inoltre – proseguono Garavini, Schirò e Ungaro – anche l’aumento delle pensioni minime da 513 a 780 euro è subordinato alla residenza in Italia per almeno 10 anni di cui gli ultimi due continuativi al momento della presentazione della domanda. Si tratta ovviamente di un obbligo che i nostri pensionati e pensionandi che risiedono all’estero (nelle aree dove è ancora esportabile il trattamento minimo) non possono far valere. Ma anche gli italiani i quali dovessero decidere di rientrare in Italia da Paesi che stanno attraversando periodi di disagio sociale ed economico come il Venezuela (che non paga le proprie pensioni all’estero) non potendo far valere il requisito dei due anni non potrebbero richiedere la pensione di cittadinanza. La stessa situazione si verifica se un giovane italiano emigrato all’estero e iscrittosi all’Aire decidesse di rientrare in Italia e volesse richiedere il reddito di cittadinanza: non potendo far valere i due ultimi anni di residenza in Italia, immediatamente prima della presentazione della domanda, non ne avrebbe diritto”. “Infine – proseguono i parlamentari del Pd – anche Quota 100 sarà difficilmente applicabile ai cittadini italiani residenti all’estero perché il diritto è subordinato all’incompatibilità con redditi da lavoro dipendente ed autonomo e l’eventuale piccolo pro-rata pensionistico ottenuto con il meccanismo della totalizzazione non consentirebbe la cessazione di una attività lavorativa da parte dei nostri connazionali”.  Garavini, Schirò e Ungaro, oltre a segnalare ai connazionali residenti in Europa la possibilità di fare ricorso contro il provvedimento presso la Corte di Giustizia europea, esprimono infine l’impegno a presentare una serie di emendamenti in Parlamento per cambiare il decreto. (Inform)

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