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I Giovedì della cultura della Fondazione Cassamarca di Treviso: oggi conferenza di Elisabetta Pasqualin “Le altane di Venezia. Storia di un elemento minore dell’architettura della città”

CULTURA

 

TREVISO – Nell’ambito della rassegna de I Giovedì della cultura della Fondazione Cassamarca di Treviso oggi 15 ottobre, alle ore 18, Casa dei Carraresi ospita una conferenza su “Le altane di Venezia. Storia di un elemento minore dell’architettura veneziana”. Relatrice Elisabetta Pasqualin, Direttore del Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso . Le altane veneziane sono un elemento minore dell’edilizia veneziana e hanno da sempre attirato l’attenzione di turisti e passanti. Queste singolari strutture, chiamate anche “belvedere”, sono una sorta di terrazza realizzata quasi interamente in legno e sorretta da pilastri alla quale si accede tramite l’abbaino. Il termine “altana” deriva da altus, “alto” e dal punto di vista architettonico è una piattaforma o una loggetta che si trova nella parte più elevata dell’edificio e a differenza di terrazze e balconi non sporge rispetto al corpo principale. In campo militare, invece, aveva la funzione di osservatorio ed era un rialzo a mo’ di torretta che ospitava la sentinella. La storia e lo sviluppo di questa particolare struttura architettonica è da ricercarsi nello strettissimo rapporto che da sempre è intercorso tra il mondo orientale e Venezia e nella forte influenza che il primo ha esercitato sulla seconda. La loro origine è molto antica. Vengono infatti menzionate per la prima volta in un testo scritto nel 1224.

Elisabetta Pasqualin ,veneziana, si è laureata all’Università Ca Foscari di Venezia in Lettere moderne con indirizzo in storia dell’arte moderna. Ha poi conseguito un master in Didattica museale presso l’Università di Roma Tre. Per diversi anni ha collaborato con i servizi didattici dell’allora Soprintendenza per i beni e le attività culturali di Venezia. Dal 1997 fa parte dell’attuali Ministero della Cultura e nel 2016 è passata alla Direzione regionale Musei Veneto, ufficio territoriale del Ministero che coordina i musei nazionali del Veneto, tra i quali il Museo Salce. Dal 2022 è direttore del Museo nazionale Collezione Salce di Treviso, la più ampia e importante raccolta di grafica pubblicitaria presente in Italia (circa 50.000 opere), dalla metà dell’800 al primo decennio del XXI secolo. Finora ha organizzato più di quindici mostre e la programmazione è definita fino a fine 2027. Nel 2024 è stata designata rappresentante per il Veneto del Ministero della Cultura quale membro della “Commissione regionale per la costituzione dei poli a orientamento artistico e performativo” del Ministero dell’Istruzione e del Merito (Decreto ministeriale, n. 16, 31 gennaio 2022) . Tra il 2024 e il 2025 ha partecipato al progetto di Lineadacqua – “MyMuseum 2.0” – per la creazione di una guida digitale per ciechi e ipovedenti per la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista di Venezia, con il patrocinio del Consiglio Regionale del Veneto (con la collaborazione dell’Associazione Aniridia Italiana APS e dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS di Venezia).Oltre ad articoli e saggi relativi alle mostre e alle attività di valorizzazione del Museo Collezione Salce, ha pubblicato precedentemente alcuni testi di argomento veneziano.   In occasione della conferenza il Bistrot ai Brittoni propone un menù a tema veneziano.   Iniziati nel 2019, gli appuntamenti settimanali sono stati sino ad oggi 217.  La rassegna è sostenuta da Banca delle Terre Venete.(Inform)

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