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‘I fratelli De Filippo’, il Presidente del Senato Casellati all’anteprima del film al Teatro San Carlo

SENATO DELLA REPUBBLICA

NAPOLI – “Sono davvero felice di essere qui per condividere questa bella serata di cinema, teatro e cultura in occasione della proiezione del film di Sergio Rubini dedicato a Eduardo, Titina e Peppino De Filippo. Una produzione ambiziosa e prestigiosa che ha già ricevuto gli applausi della critica e della stampa specializzata. Desidero congratularmi con tutti coloro che vi hanno lavorato con grande professionalità e passione. Dai produttori al regista e sceneggiatore Sergio Rubini, dai talentuosi protagonisti e a chi da dietro la cinepresa ha curato ogni dettaglio del film: costumi, fotografia, musiche, montaggio”, ha commentato il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, a margine dell’anteprima del film ‘I fratelli De Filippo’ al Teatro San Carlo di Napoli. Casellati ha ricordato come questo film sia l’omaggio ad un’importante storia di riscatto personale e sociale: la storia di tre figli d’arte che dal padre, Eduardo Scarpetta, avevano ereditato il talento ma non il cognome, perché nati da una relazione fuori dal matrimonio. “E’ proprio in quest’infanzia difficile che mette radici nei tre fratelli De Filippo quell’esigenza di affermazione personale, oltre che artistica, che avrebbe ispirato tutta la loro carriera, insieme al sogno di vedere il proprio nome – o meglio quello della madre – sui manifesti dei teatri e dei cinema di tutto il mondo”, ha aggiunto Casellati evidenziando che la storia del teatro dialettale napoletano, grazie ai loro inarrivabili talenti, acquista una dimensione nazionale e diventa una delle più celebrate espressioni del teatro italiano. “Penso alla comicità espressiva di Peppino: brillante, travolgente, spontanea, imprevedibile e mai banale. Penso a come Titina sapeva magistralmente calarsi in ogni ruolo, alla naturalezza della sua recitazione, ai tanti personaggi a cui ha dato voce, emozioni, vita. Un’artista incredibile che, come donna, ha dovuto affrontare molti più ostacoli e pregiudizi dei fratelli per affermare il proprio talento e le proprie capacità. Ma penso soprattutto a Eduardo, gigante tra i giganti”, ha precisato Casellati sottolineando il curriculum di prestigio di questo drammaturgo, poeta, regista, attore, sceneggiatore, direttore artistico. “Nessuno come Eduardo è riuscito a far amare al pubblico un teatro che non fosse solo intrattenimento, commedia e fantasia, ma anche verità e impegno sociale. Ha portato in scena, con intelligenza e ironia, la complessità dell’esistenza umana libera da maschere, farse e caricature, descrivendone con maestria i lati comici, i risvolti drammatici, le fragilità, le amarezze e le delusioni interiori. Accanto al tema della famiglia, forse il più ricorrente ed esplorato nelle opere di Eduardo, ogni suo lavoro può essere letto come il racconto di un capitolo della nostra storia. C’è la miseria, la guerra, la dignità calpestata, la voglia di riscatto e di rinnovamento dei primi anni Cinquanta del secolo scorso; c’è la società del benessere e dei consumi sfrenati degli anni ’60; c’è la crisi dei valori morali e identitari di una società in cui gli esami non finiscono mai. Da Eduardo abbiamo imparato che la commedia può anche educare ed essere strumento prezioso di crescita umana, culturale e sociale. Può far ridere, commuovere, innamorare, piangere e provocare infinite emozioni nello spettatore. Ma deve soprattutto farlo pensare; interrogarsi e riflettere su ciò che vede in scena e su ciò che deve vedere nella vita di ogni giorno”, ha aggiunto Casellati evidenziando l’impegno civico che Eduardo De Filippo ha proseguito anche quando la nomina a Senatore a vita, di cui quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario, lo ha portato nell’Aula legislativa di Palazzo Madama. “Solo lui poteva permettersi di dire: ‘non chiamatemi senatore, ci ho messo una vita a diventare Eduardo’, senza sminuire il prestigio istituzionale di un titolo e di una responsabilità che egli sentiva molto forte ed a cui ha dedicato gli ultimi anni della sua vita continuando a battersi per i diritti e la dignità dei più fragili e dei più deboli. Il suo primo intervento nell’aula del Senato, dedicato ai giovani detenuti dell’Istituto minorile ‘Filangieri’ di Napoli è un testamento morale che egli ha consegnato alle Istituzioni e alla politica”, ha rilevato Casellati parlando infine del mondo che ha pagato un prezzo terribile al COVID e che adesso va aiutato e messo in condizione di riscattare i tanti sacrifici di cui si è fatto carico durante le fasi più drammatiche dell’emergenza: quello dello spettacolo, dove ripartire significa rilanciare la creatività, lo spirito d’intraprendenza e la bellezza di un’Italia che nell’arte e nella cultura affonda le proprie radici. (Inform)

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