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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

I dati Istat registrano l’alto numero di diplomati e laureati che lasciano l’Italia

EMIGRAZIONE

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi evidenzia le risposte messe in campo con il Decreto dignità e la legge di bilancio. In fase di valutazione la riapertura del tavolo sui frontalieri

 

ROMA – Il sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi replica ai dati Istat sull’emigrazione dei giovani diplomati e laureati italiani evidenziando come le misure adottate “in questi primi mesi e nella legge di bilancio sradicano le cause della fuga generando opportunità lavorative, garantendo i diritti e le tutele contro povertà e precarietà, sostenendo le imprese, ridando centralità alla formazione e alle competenze”.

L’Istat certifica come negli ultimi cinque anni, il 64% delle 244 mila persone che hanno lasciato l’Italia sono diplomati e laureati, questi ultimi in aumento del 4% rispetto allo scorso anno. “Ricordo che il costo sociale per un laureato si aggira tra 158 e 170 mila euro, che lievitano a 228 mila euro per un dottore di ricerca – rileva il Sottosegretario; – solo per diplomati e laureati, la perdita netta subita dall’Italia è stimata attorno ai 10 miliardi di euro”. “Contro precarietà e paghe da fame, una delle ragioni più odiose che demotivano i giovani fin dal loro ingresso nel mondo del lavoro, abbiamo incentivato i contratti a tempo indeterminato e penalizzato i contratti a termine con il Decreto Dignità. Con il reddito di cittadinanza – prosegue Cominardi – staremo vicino a giovani e meno giovani dando a chi non ha una lavoro la possibilità di formarsi e ri-formarsi senza essere costretti a fare le valigie, mentre ‘Quota 100’ consentirà a molte persone che lavorano da tanti anni (con costi maggiori per le aziende) di raggiungere la meritata pensione, aprendo occasioni di lavoro per i diplomati e neolaureati ricchi di competenze fresche e utili alle aziende”.

“La riforma dei Centri per l’Impiego, nei quali oggi trova lavoro solo il 3% dei candidati, consentirà finalmente di collegare le competenze alle esigenze del mondo produttivo. Una misura da un miliardo di euro all’anno e che rappresenta una chiave di volta per la tenuta dell’Italia. A ciò si aggiungono – rileva ancora Cominardi – le misure a sostegno dell’imprenditorialità giovanile. Dalla Flat Tax al 15% per partite Iva sotto i 65.000 euro e al 20% dal 2020 per chi fattura tra 65.000 e 100.000 euro, agli sgravi per chi assume giovani laureati, dal massiccio investimento in innovazione tecnologica e digitale (un miliardo di euro a sostegno di progetti di sviluppo su Blockchain, Internet delle Cose, Intelligenza Artificiale) all’incentivo per chi assume digital transformation manager per la trasformazione dei processi produttivi delle Pmi”.

“Naturalmente – conclude Cominardi – vivere e lavorare in altri Stati rappresenta una grande opportunità di crescita, quindi il Governo farà il possibile per assistere chi vuole fare quest’esperienza. Sempre parlando nel concreto, il Ministero del Lavoro – conclude il Sottosegretario – valuterà anche l’opportunità di riaprire il tavolo di lavoro per discutere e affrontare le richieste dei lavoratori frontalieri”. (Inform)

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