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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Guida alle Radici Italiane. Un viaggio sulle tracce dei tuoi antenati”, presentato online il secondo volume

FARNESINA

Realizzata da Raiz Italiana con il sostegno della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie

Sottosegretario Della Vedova (Maeci):Lavorare per dare al turista delle radici un servizio di conoscenza e informazione, offrendo a coloro che vengono qui l’esperienza che cercano

Direttore Generale Vignali (Maeci- Dgit): Il turismo delle radici è un viaggio emozionale e di riscoperta

 

ROMA – E’ stato presentato online il secondo volume della “Guida alle Radici Italiane. Un viaggio sulle tracce dei tuoi antenati” dedicato alle Regioni Calabria, Lombardia, Molise e Sicilia; il primo volume del 2019 era invece dedicato a Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna e Puglia. Il progetto è portato avanti dall’Associazione Raìz Italiana che ha realizzato l’opera su iniziativa della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci che alla presentazione è stata rappresentata dal Direttore Generale Luigi Maria Vignali. Vignali ha parlato della continuazione ideale di un percorso iniziato nel 2018 con il primo tavolo tecnico sul turismo delle radici alla Farnesina, improntato alla riscoperta di queste opportunità di viaggio per gli italo-discendenti nel mondo che potrebbero venire in Italia contribuendo al rilancio economico. “Questa guida si rinnova nella grafica ed è ancor più gradevole rispetto alla prima edizione: essa ci consente di fare un altro passo nella ristrutturazione dell’offerta turistica. E’ un tema importante perché, quando parliamo di turismo delle radici, parliamo di viaggi emozionali e di riscoperta: un percorso a ritroso per rivivere le esperienze degli antenati tra storia, cultura, lingua, artigianato, luoghi ed enogastronomia. E’ un percorso volto a creare una fidelizzazione verso questi turisti: si calcolano 60-80 milioni di italo-discendenti quindi un potenziale enorme. Enit ci dice che l’impatto può essere di 10 milioni di visitatori annui con un indotto complessivo di 5 miliardi di euro”, ha spiegato Vignali invitando a coordinare questo percorso di avvicinamento al turismo delle radici con un’offerta adeguata. Oltre alla guida c’è un questionario per definire l’identikit del turista delle radici, prodotto dall’Associazione AsSud; poi c’è una ricerca portata avanti dall’Università della Calabria e dall’Università di Mar del Plata per definire chi sono i turisti delle radici argentini con origini calabresi. Sempre l’Università della Calabria ha lanciato il primo master per formare operatori dedicati al turismo delle radici e infine è stato incluso questo settore di turismo nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza  (PNRR). “Servirà formare anche i territori, strutturare degli itinerari standard e magari pensare ad un’applicazione”, ha aggiunto Vignali sottolineando l’importanza di avere una rete museale dell’emigrazione. Vignali ha lanciato anche l’idea di un “passaporto del turista delle radici” per avere degli sconti e l’idea di promuovere anche delle vacanze-lavoro.

Giovanni Bastianelli, Direttore esecutivo di Enit, ha invitato alla riscoperta dell’orgoglio da parte di chi abita i territori per far vedere le cose belle ai forestieri, altrimenti non può funzionare il turismo. “E’ una qualcosa che non si fa per legge o per editto ma serve consapevolezza, soprattutto dell’importanza economica di questo settore per l’Italia”, ha spiegato Bastianelli sottolineando la piacevole riscoperta dell’importanza di avere aree interne o generalmente meno frequentate che stanno assumendo un proprio ruolo nel turismo. Sul valore del turismo delle radici conta anche l’incidenza dell’italianità all’estero: “questo valore è in assoluto più ampio rispetto ai numeri prodotti da chi direttamente viene in Italia”, ha aggiunto Bastianelli. Secondo Bastianelli inoltre la fascia d’età più numerosa di chi viene in Italia va dai 25 ai 34 anni, questo per sfatare il mito che vuole la fetta più consistente di quanti tornano nel nostro Paese legata per luogo comune alla fascia di popolazione più matura. “L’Italia rappresenta da sola il 25% di tutto il settore turistico di provenienza extraeuropea: un turista su quattro, tra quanti arrivano da Paesi extraeuropei, approda in Italia e siamo quindi leader assoluti. Succede questo perché l’italianità all’estero è molto forte. Si stima però che solo per il 2024 si riavrà un simile flusso di turismo a lungo raggio – ha precisato Bastianelli riferendosi ai dati pre-pandemia – e quelli che torneranno per primi saranno coloro ai quali è mancata di più la possibilità di venire in Italia”, ha concluso menzionando il progetto radiofonico dell’Enit “Visit Italy” che promuove la musica italiana.

Marina Gabrieli, Presidente di Raìz Italiana, ha ripercorso brevemente la nascita di questo progetto che ai propri albori ha unito esperienze vissute all’estero alle possibilità offerte da un bando promosso dalla Regione Puglia: un progetto pensato per aiutare gli italo-discendenti a realizzare i viaggi in Italia. Gabrieli ha tenuto a precisare il contributo dato dall’Enit di Buenos Aires fin da quando è nata questa idea di Raìz Italiana. Gabrieli ha ringraziato anche le Regioni protagoniste della guida. Questo secondo volume, che si rifà al primo per impostazione, raccoglie pillole e dati della Migrantes, capitoli dedicati alle Regioni e alla storia dei territori. C’è poi un capitolo sulla memoria emigratoria, così come un capitolo dedicato ai piatti e al calendario di eventi e feste tradizionali. “Il secondo volume è stato realizzato a partire dal marzo 2020 nel pieno della pandemia. Questo volume ci ha permesso di guardare oltre il momento che stavamo vivendo e vogliamo aiutare gli italo-discendenti a realizzare questo viaggio dell’anima”, ha rilevato Gabrieli. Il volume è tradotto in inglese, spagnolo e portoghese ed è scaricabile gratuitamente dal sito del Maeci.

Donato Toma, Presidente della Regione Molise, ha parlato di sold-out fino a ottobre esprimendo soddisfazione ma al contempo anche una certa preoccupazione per dover mantenere un alto grado di sicurezza. Toma ha ricordato che c’è un altro Molise fuori dall’Italia e sono soprattutto le nuove generazioni a sentire il bisogno di recuperare le proprie radici. “La conoscenza e la consapevolezza sono un punto di partenza imprescindibile che appartiene al nostro vissuto.  Attraverso il nostro racconto incuriosiamo chi ha origini italiane ma non è mai venuto a trovarci”, ha spiegato Toma parlando di una necessaria “grammatica del passato”. Alan Cristian Rizzi, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia, ha ricordato come 540 mila lombardi vivano all’estero: più di un terzo di una città come Milano oggi risiede fuori dall’Italia. Rizzi ha evidenziato come in passato si siano intensificati i rapporti con le associazioni che hanno legami con le comunità estere: in questa legislatura in particolare ha visto la luce un bando a favore delle associazioni che operano a favore dei lombardi sparsi nel mondo. Rizzi ha invitato a valutare le opportunità offerte dalle Olimpiadi del 2026, non solo per Veneto e Lombardia. Manlio Messina, Assessore al Turismo della Regione Sicilia, ha ricordato come sia necessario puntare l’attenzione sulle terze e quarte generazioni: c’è un percorso avviato con Ambasciate, Enit e Camere di Commercio per effettuare eventi importanti di richiamo in Paesi dove ci sono molti siciliani, come per esempio l’Uruguay.

Benedetto Della Vedova, Sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, è intervenuto in collegamento dalla Camera per un saluto. “Ci tenevo – ha esordito il sottosegretario – a testimoniare la mia attenzione per questo lavoro. Questo è un tema su cui stiamo cercando di lavorare molto e al meglio.  Nelle mie prime missioni europee ho visto quale sia questo bacino degli italiani all’estero e delle persone d’origine italiane su cui lavorare trasversalmente per la promozione del sistema Paese all’estero, offrendo al contempo percorsi che possano trovare la giusta attenzione per il turismo delle radici. Significa però, lavorando insieme con l’Enit e il ministero del Turismo, offrire un servizio specifico di conoscenza e di informazione, e poi di essere in grado di offrire a questi turisti che arrivano qui l’esperienza che cercano”, ha precisato Della Vedova, ribadendo sia l’impegno del Maeci nel settore del turismo di ritorno, sia la necessità in questo ambito di un lavoro ordinato con le Regioni. . (Simone Sperduto/Inform)

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