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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Guatemala – Cattelan, foto senza tempo

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, luglio-agosto 2020

Quando Marino Cattelan, nel 1989, decise di partire per il Guatemala, non pensava che avrebbe scelto di fermarsi lì, o che avrebbe messo su famiglia, né tantomeno che sarebbe diventato un famoso fotografo. Partì dal natio veneto, da Vicenza, perché aveva voglia di cambiare aria. Desiderava qualcosa di nuovo, diverso dalla fabbrica dove lavorava. Chiese aiuto a padre Arturo D’Onofrio, direttore della Piccola Opera della Redenzione, dove aveva studiato.

«Mi invitò a viaggiare con lui in Guatemala dove stava costruendo una nuova casa di accoglienza», ricorda Cattelan. Il missionario stava aprendo una casa per i bambini orfani della guerra civile, e Cattelan lo accompagnò. In quegli anni, il piccolo Paese centro-americano era nel bel mezzo di un conflitto terribile, soprattutto per gli indios. «Nel 1991 mi sono trasferito ad Antigua, città coloniale, meta di turisti da tutto il mondo. Da allora ho scoperto l’amore per questa gente». La conoscenza di un indigeno lo porta a Nebaj dove rimane affascinato dalla bellezza dei luoghi, ma resta sconvolto dalle violenze; emozioni forti che trasferirà nel libro Uomini Ixiles, su un’etnia Maya. E capisce qual è la sua strada: l’antico amore per la fotografia riemerge impetuoso e diventa la sua passione principale.

«Fotografare è disegnare con la luce. Senza luce non c’è fotografia. Non è importante avere una macchina fotografica costosa, ma l’occhio e il cuore». Da allora, mostre, libri, calendari e anche racconti diventano il senso di questa nuova vita che Cattelan scopre giorno dopo giorno. I colori dei tramonti, quei visi rigati dalle rughe dei vecchi indios o i colori impetuosi dei vestiti tradizionali della popolazione maya, secolare custode di riti e segreti, conquistano il suo cuore. In verità, ci pensa anche una donna a catturare l’amore di Cattelan che così decide definitivamente di stabilirsi in Guatemala.

Da allora il viaggio è continuato tra giungle, sierre, montagne e vulcani. Il viaggiatore non accumula proprietà, conti in banca, negozi, tesori. Accumula vette, valli impenetrabili, cascate nascoste e irraggiungibili. Oltre a collaborare con l’Istituto Italiano di Cultura, nel 2011 ha presentato Immagini del Guatemala alla Biennale d’Arte di Venezia. Per celebrare la sua carriera trentennale, nel 2015 ha presentato la retrospettiva Storie dietro l’immagine, mentre nel 2018 ha pubblicato il libro Secret Guatemala. Nel 2019 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia. «Non dobbiamo andare lontano perché, a volte, dietro l’angolo troviamo persone eccezionali» conclude mentre, a 63 anni, osserva le bellezze archeologiche della civiltà che in queste terre ha saputo assaporare la vita in piena armonia con la natura. (Nicols Nicoletti – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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