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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Gran Bretagna – Fuschi, l’attore con le ali

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, settembre 2021

«Dal 14 luglio 2009 vivo stabilmente in Inghilterra. Ero emozionato quando davanti casa, a Manchester, si fermò il camion che scaricava le mie moto, e pensai: ce l’ho fatta». Le pause e il tono di voce, grave, ricordano quelli di Andrea Camilleri. Anche perché Giacomo Fuschi, come Camilleri, è siciliano. Fisico imponente, pause da attore, Giacomo è stato per 45 anni ufficiale dell’aeronautica militare. Il lavoro lo ha portato un po’ dovunque. Nel 1973 ha recitato in una compagnia amatoriale. «Iniziai come caratterista, lavorando successivamente anche in Tv – ricorda –. Non mi sono lasciato scappare le occasioni da professionista. Come il Dottor Jekyll e Mister Hyde, la mattina vestivo l’uniforme dell’aeronautica, e la sera diventavo un attore». Negli anni ’90 ha lavorato per la Rai, e ha girato un film con Giancarlo Giannini e Victoria Abril; nel 2000 si è esibito con i cabarettisti siciliani Toti e Totino.

Nel 2001 suo figlio è partito per Manchester dove si è laureato, specializzandosi in chitarra elettrica e raccogliendo grandi soddisfazioni. Anche la figlia, studentessa di Legge, è volata in Inghilterra nel 2003. Alla fine, Giacomo e sua moglie si sono trasferiti oltre Manica. Ma è rimasto l’amore per il teatro. «Dopo varie esperienze artistiche in Inghilterra, nel 2019 ho fondato l’Atim, “Gli amici del teatro italiano a Manchester”, un progetto dettato dal forte interesse da parte di molti connazionali e di coloro che amano il nostro idioma, di poter gustare rappresentazioni teatrali in lingua italiana. Possono far parte del gruppo anche persone di altre nazionalità che studiano l’italiano e che vorrebbero praticarlo», spiega Giacomo.

Come si trova lontano dalla Sicilia? «Bene – ammette –. L’Inghilterra non è solo Londra, ma anche altre belle realtà. Gli italiani hanno iniziato ad arrivare a Manchester settant’anni fa». Dal 2016 al 2019 Giacomo ha fatto il volontario al Consolato d’Italia, scoprendo il Nord-Est dell’Inghilterra. «Ho conosciuto i pionieri dell’emigrazione. Lavoravano in miniera e nelle fabbriche. Oggi i loro pronipoti, naturalizzati inglesi, di italiano sanno poco. C’è anche un quartiere di italiani, lo stanno riqualificando in maniera notevole, una dinamicità impensabile da noi». E l’accoglienza com’è andata? «Molto bene – aggiunge –. È un ambiente storicamente operaio, elemento che determina l’accoglienza». Sta per riaprire il Consolato d’Italia, segno di una forte presenza di connazionali. «Il sole, il mare e il cibo me li vivo da turista quando torno in Sicilia», conclude. Poiché Giacomo e sua moglie sono bravi ai fornelli, hanno avviato un’attività di cucina siciliana tutta preparata in casa, per le fiere del cibo. (Nicola Nicoletti – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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