direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Gli obiettivi della ricerca “Famiglie oltreconfine. Expat, lavoro e famiglia in Europa”

ITALIANI ALL’ESTERO

Fra le finalità dell’inchiesta anche l’implementazione e il miglioramento dei servizi delle Acli offerti agli italiani all’estero e soprattutto ai giovani

PARIGI- L’obiettivo della ricerca “Famiglie oltreconfine. Expat, lavoro e famiglia in Europa” affidata dalle Acli Internazionali  all’IREF, che presentata domani a Parigi, è quello di conoscere sempre meglio le famiglie italiane all’estero e di offrire servizi sempre più vicini ai loro bisogni reali. Ben oltre i 5 milioni sono gli italiani all’estero, gli ultimi 125mila migrati nel sono 2017, in fuga dalla Penisola per motivi professionali. Le Acli mettono a disposizione i propri servizi consolidati sul territorio italiano anche per loro, raggiungendoli grazie alla rete di uffici internazionali disseminati in Europa, Australia, Stati Uniti, Brasile, Argentina, Sud Africa. I 10.000 di questionari somministrati al target delle famiglie e raccolti dagli uffici Patronato e CAF delle 13 città coinvolte (da New York a Londra, passando per Parigi, Melbourne, Bruxelles, sino ad arrivare a San Paolo e Buenos Aires) hanno permesso di raccogliere dati statistici dettagliati, da porre alla base del lavoro di ricerca.

Obiettivo primario della ricerca è raccogliere le impressioni e i bisogni di chi è migrato dall’Italia all’estero ed è residente da almeno 6 mesi in una delle città che offrono servizi Acli, come spiega Matteo Bracciali: “bisogna rinnovare la nostra missione di tutela e sostegno alle marginalità rispetto alla migrazione, che è cambiata profondamente, ma che porta sempre con sé fragilità e paure. Le statistiche e i dati emersi offrono anche un’altra grande opportunità: poter analizzare il percorso di integrazione dei nostri connazionali nei diversi contesti urbani internazionali. Sono persone che hanno superato le difficoltà del primo approdo e che riconoscono quali strumenti poter mettere in campo per un aiuto serio alla mobilità internazionale, aiutandoci a individuare nuovi strumenti di conciliazione vita–lavoro, in particolare nelle città globali”.

La ricerca inoltre vorrebbe condurre all’implementazione e al miglioramento dei servizi delle Acli offerti agli italiani expat e alle loro famiglie, ma soprattutto ai giovani, che costituiscono la quota parte maggiore degli italiani in mobilità permanente verso altri Paesi. In tale senso si è espresso il Presidente Nazionale delle Acli, Roberto Rossini: “il futuro dell’Europa deve basarsi sui giovani: la vera sfida che abbiamo davanti è dunque quella di lavorare con determinazione al rafforzamento della dimensione sociale europea, affinché le stesse opportunità siano accessibili a tutti i cittadini dell’Unione e, in particolare, alle giovani generazioni. Per questo è importante che i principi e i diritti stabiliti dal Pilastro sociale europeo trovino una rapida applicazione. È prioritario adeguare i sistemi d’istruzione e di formazione all’evoluzione tecnologica e aggiornarli costantemente; favorire la conciliazione tra attività professionali e obblighi familiari, garantendo diritti minimi al numero crescente di lavoratori che devono far fronte a carichi di cura; armonizzare il diritto del lavoro e il sistema previdenziale tra i diversi paesi”. (Inform)

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