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“Giusti fra le Nazioni” due cittadini veneziani che salvarono dalla deportazione due famiglie ebree

MEMORIA

La cerimonia, oggi nel Municipio di Venezia

“Giusti fra le Nazioni” due cittadini veneziani che salvarono dalla deportazione due famiglie ebree

Dallo Stato di Israele medaglia alla memoria di Giulio e Stella Levorato

 

VENEZIA –“Giusti fra le Nazioni” Giulio e Stella Levorato, coppia veneziana che ospitò e salvò due famiglie ebree dalla deportazione. Oggi a Ca’ Farsetti, sede del Municipio di enezia, la cerimonia di consegna, da parte dello Stato d’Israele, della Medaglia di “Giusto fra le Nazioni” alla memoria dei due cittadini veneziani .

“Ho aderito con gratitudine alla richiesta di ospitare proprio a la cerimonia – ha spiegato il sindaco Giorgio Orsoni nel suo discorso di apertura – perché ricorda un’azione di alto valore morale, un gesto di solidarietà vera verso gli ebrei da parte di un famiglia veneziana, in un periodo in cui l’umanità pareva aver perso la propria identità”.

Alla celebrazione sono intervenuti il consigliere Affari Pubblici e Politici dell’Ambasciata d’Israele a Roma, Livia Link-Raviv, il presidente della Comunità ebraica di Venezia, Riccardo Calimani, i familiari dei salvati, Paolo Navarro Dina e Ferruccio D’Angeli, e quelli dei familiari dei salvatori, Raffaele e Margherita Levorato.

In sala erano presenti, tra gli altri, Tina Dina (l’unica tra coloro che furono salvati ancora in vita) il vicesindaco, Sandro Simionato, il prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, e gli assessori comunali Tiziana Agostini, Bruno Filippini e Roberto Panciera.

Paolo Navarro Dina e Ferruccio D’Angeli hanno richiamato, a distanza di 70 anni, il gesto di Giulio e Stella Levorato, che ospitarono nella propria casa a Castello, tra il ’43 e il 45 – ossia nel periodo in cui i nazifascisti precedevano alle deportazioni nei lager degli ebrei – prima la famiglia D’angeli e poi, quando questa si rifugiò nelle campagne venete, gli adulti della famiglia Dina, fino alla Liberazione. Le figlie minori, invece, furono accolte in un convento lì vicino da Emilia Taroli, suor Paola, iscritta a sua volta nel registro dei Giusti tra le Nazioni. “Mio padre e mia madre – ha spiegato Raffaele Levorato – erano persone semplici, che avevano un gran cuore e che hanno svolto la propria esistenza secondo il concetto evangelico di amore verso il prossimo: il loro gesto va ricondotto unicamente a questo principio morale”.

“Chi salva una vita – ha rimarcato Livia Link-Raviv – salva il mondo intero. Lo Stato d’Israele perpetua la memoria di quei ‘Giusti’ che, durante la Shoah, hanno saputo riportare la luce nel buio più assoluto”. L’Istituto Yad Vashem per la Memoria dei Martiri e degli Eroi dell’Olocausto, istituito dal Parlamento Israeliano nel 1953, è infatti preposto all’assegnazione di questo importantissimo riconoscimento, che è anche l’unica onorificenza civile del Paese.(Inform)

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