CAMERA DEI DEPUTATI
Comunicazioni in Aula del Premier sul Consiglio europeo di fine giugno
Tra gli interventi in Aula anche quello di Alessandro Fusacchia (Gruppo Misto, eletto nella ripartizione Europa)
ROMA – Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nelle sue comunicazioni alla Camera dei Deputati in vista del Consiglio europeo di fine giugno, si è soffermato anche sul tema della Brexit e sui diritti dei connazionali residenti nel Regno Unito.
“La questione più difficile – ha detto Conte – è quella del confine tra Irlanda e Nord Irlanda, su cui continueremo a lavorare nelle prossime settimane con l’obiettivo di preservare la pace e l’Accordo del Venerdì Santo e di evitare la sciagurata ipotesi di un recesso senza accordo che sarebbe inaccettabile per imprese e cittadini”. Il premier assicura pertanto di portare all’attenzione dei colleghi europei “la difesa senza ambiguità dei diritti dei nostri connazionali che vivono nel Regno Unito per avere dalle autorità britanniche impegni precisi e puntuali, vigilando in particolare sui diritti delle categorie più vulnerabili e in difficoltà”. “Si negozia l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea ma, nello stesso tempo, dobbiamo costruire per il futuro un partenariato che rifletta il profondo legame tra la Gran Bretagna e il continente europeo. L’Italia – sottolinea Conte – lavorerà per un partenariato basato sulla mobilità per garantire che i fruttuosi scambi tra i nostri cittadini possano continuare, sull’economia per mantenere un elevato scambio dei commerci e sulla sicurezza per affrontare insieme in maniera più efficace le numerose sfide del nostro tempo”.
Nelle comunicazioni all’Aula, il presidente del Consiglio ha illustrato i dieci obiettivi di una “European multilevel strategy for migration”, “una proposta articolata e organica basata su un nuovo approccio, che consenta all’Europa di uscire da una logica di gestione emergenziale e di confidare su una logica di gestione strutturale, da riconoscere definitivamente come priorità per la tenuta stessa dell’Unione – ha spiegato Conte. Fanno parte di questa proposta italiana di strategia: l’intensificazione di accordi e rapporti tra Unione Europa e Paesi terzi, da cui partono e transitano i migranti e l’investimento in progetti di sviluppo, formazione, occupazione, che contribuiscano a ridurre all’origine il fenomeno dell’emigrazione; la creazione di centri di protezione internazionale nei Paesi di transito per gestire in via anticipata e più rapida le richieste di asilo e organizzare i rimpatri volontari assistiti verso i Paesi di origine; il rafforzamento delle frontiere esterne dell’Ue, anche con il supporto della Guardia costiera libica; il superamento del regolamento di Dublino, che anticipi il riconoscimento degli aventi diritto all’asilo e superi il criterio del Paese di primo arrivo; la condivisione europea della responsabilità sulle persone salvate in mare, di cui i Paesi europei devono ugualmente farsi carico; il contrasto ai movimenti secondari; il rispetto della fissazione di quote di ingresso di migranti economici da parte dei singoli Stati.
Nel corso del dibattito in Aula è intervenuto anche Alessandro Fusacchia (Gruppo Misto), deputato eletto nella lista +Europa in tale ripartizione, che ha chiesto al presidente Conte di fare propria la proposta approvata dal Parlamento europeo a novembre che prevede dei meccanismi automatici di ripartizione delle quote per i richiedenti asilo. Richiamata anche l’importanza del sostegno da parte del Governo italiano del principio per cui chi non rispetta lo Stato di diritto e le libertà fondamentali non possa avere accesso ai fondi europei. Fusacchia interviene inoltre per richiedere un maggiore impegno su innovazione e fiscalità e rileva come le divisioni interne al Paese non aiutino le nostre richieste in sede europea. Infine, si sofferma sull’importanza di portare avanti con gli altri partner europei “una politica commerciale che rafforzi gli standard in materia di lavoro, ambientale, sociale e contro il dumping sociale” e “una fiscalità comune, per creare uno spazio dove sia facile dappertutto per i nostri giovani fare impresa e sviluppare l’imprenditorialità”. (Inform)